Finanzieri di Reggio Calabria e kit Covid-19

900 kit per la diagnosi del Covid-19 senza alcuna autorizzazione: è il bilancio del sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria in piena emergenza Coronavirus. Un’operazione che arriva a poche ore dal blitz delle Fiamme Gialle ad Ancona, concluso con il sequestro di 1.840 respiratori in partenza per la Grecia.

Kit non autorizzati per la diagnosi del Covid-19: maxi sequestro

Nell’ambito della trama di controlli in tutta Italia, volti a far rispettare le misure di sicurezza disposte dal Governo per contenere la diffusione del Coronavirus, la Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha avviato un piano straordinario per individuare truffe, casi di frode in commercio e rialzo fraudolento dei prezzi dei dispositivi medici in costanza dell’emergenza sanitaria legata all’epidemia di Covid-19.

È nel contesto di una di queste attività di controllo – condotta presso un centro di analisi biochimica locale – che i militari della seconda Compagnia di Gioia Tauro hanno trovato e sottoposto a sequestro cautelare 900 kit per la diagnosi del Coronavirus senza alcuna validazione delle Autorità sanitarie nazionali e sprovvisti della certificazione CE.

Materiale non certificato in vendita online

Il materiale rinvenuto dalle Fiamme Gialle, in violazione a ulteriori disposizioni di legge, sarebbe stato messo in vendita online, attraverso un sito web dedicato.

Nel comunicato che spiega l’operazione conclusa, il Comando provinciale della GdF di Reggio Calabria ha reso noto che alcuni ignari utenti avevano già effettuato il bonifico per l’acquisto dei prodotti – poi risultati non a norma e sequestrati – e ne attendevano la consegna.

Nessuno di loro, si legge ancora nella nota dei militari, aveva ancora ricevuto il kit e l’operazione è intervenuta prima che potessero entrarne in possesso.

Al titolare del centro di analisi è stata contestata la violazione di una specifica fattispecie prevista dalle direttive CE, che è punita con la sanzione amministrativa da 21.400 a 128.400 euro.

Il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza avanzerà una proposta di adozione di un provvedimento cautelare all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ai sensi del comma 3 dell’art. 27 del Codice di Consumo, con l’inibizione del sito web in questione.

Le Fiamme Gialle sottolineano la pericolosità di condotte come quelle evidenziate nel corso dell’operazione portata a termine in Calabria.

La vendita di dispositivi non autorizzati e senza certificata efficacia, a cittadini ignari e impauriti dall’attuale emergenza, espone a “serio pericolo la salute e l’incolumità pubblica – precisa la GdF –, atteso che l’eventuale responso di negatività del test avrebbe potuto in ipotesi consegnare “patenti” di estraneità al contagio a soggetti che avrebbero così potuto contribuire alla diffusione del virus“.

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