sequestro di respiratori ad Ancona

Componenti essenziali per i ventilatori utilizzati in terapia intensiva erano pronti a partire per la Grecia e sono stati intercettati e bloccati dalla Guardia di Finanza di Ancona e dai funzionari doganali, prima dell’imbarco per l’export. Il maxi sequestro dei respiratori è scattato nell’ambito di un piano di controlli finalizzato al rispetto dell’ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile che vieta la cessione all’estero di questi e altri dispositivi medici (più che mai preziosi in costanza dell’attuale emergenza Coronavirus).

Maxi sequestro di respiratori diretti in Grecia

1.840 dispositivi per la ventilazione con respiratori – composti da tubo, pallone, valvola, maschera respiratoria e fondamentali nelle terapie intensive – pronti a partire per la Grecia nonostante il divieto di cessione all’estero imposto con ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile in piena emergenza Coronavirus.

È la notizia che arriva dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona che, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, ha intercettato il carico prima dell’esportazione.

Il blitz delle Fiamme gialle al porto è intervenuto a bloccare la partenza di un autoarticolato pronto a imbarcarsi su un traghetto diretto in Grecia.

Finanzieri e funzionari doganali sono entrati in azione nell’ambito di un’architettura di controlli volta a far rispettare il divieto di esportazione attualmente vigente (che riguarda strumenti medici per la ventilazione meccanica di pazienti critici e dispositivi di protezione individuale) in costanza dell’epidemia di Covid-19 che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale.

Il blitz al porto di Ancona

Il blitz è scattato poco prima che il tir con il carico di oltre 1.800 componenti per la ventilazione si imbarcasse su un traghetto per la Grecia. Il mezzo aveva già effettuato i controlli di sicurezza per l’accesso al porto – si legge nella nota del Comando provinciale di Ancona – e si trovava in coda in attesa di imbarco.

I finanzieri e i funzionari doganali, davanti ad alcuni sospetti maturati in sede di controllo della documentazione commerciale, hanno bloccato l’autoarticolato e hanno proceduto ad un’ispezione del carico che ha permesso di individuare centinaia di componenti essenziali per apparecchiature di terapia intensiva.

I circuiti respiratori sequestrati sono una parte chiave del sistema di anestesia e ventilazione cui i pazienti in condizioni serie sono sottoposti nell’ambito del trattamento intensivo.

Con ordinanza firmata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli (la n.639 del 25 febbraio 2020), è stata vietata la cessione di simili dispositivi (come anche di quelli destinati alla protezione individuale) fuori dal territorio nazionale.

Il materiale sequestrato sarà consegnato alla Protezione Civile e destinato ai presidi ospedalieri italiani, attualmente sotto grande stress per gli elevati accessi alle terapie intensive.

Il rappresentante legale della società italiana (con sede in provincia di Milano) che ne avrebbe tentato la vendita ad una ellenica è stato denunciato per violazione dell’art. 650 c.p. per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (reato per cui sono previste pene come l’arresto fino a 3 mesi e l’ammenda fino a 206 euro).

Approfondisci

Tutto sul Coronavirus

Coronavirus, Bertolaso positivo: l’annuncio via Twitter

Coronavirus: nuovo modulo di autocertificazione