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Il ministro della Sanità Roberto Speranza è stato ospite in video-collegamento a Che Tempo Che Fa. Intervistato da Fabio Fazio, Speranza ha chiarito alcuni aspetti dei numeri sull’epidemia di coronavirus in Italia. I dati sono incoraggianti, ma sarebbe un errore fatale ignorare ora le misure adottate dal governo Conte, che si prepara nel frattempo al “dopo”.

Speranza: fondamentali le misure assunte

Il ministro della Sanità commenta con ottimismo i progressi che si stanno facendo in ambito farmacologico nella lotta al coronavirus. “Il mondo scientifico è a lavoro da settimane e sono tante le sperimentazioni in corso.

Dobbiamo continuare ad investire, la nostra AIFA sta facendo un lavoro eccezionale, ma stiamo parlando di processi che hanno bisogno di un po’ di tempo per esiti positivi“.

L’unico modo per controllare la pandemia, oggi, è continuare a confinare il contagio. “La vera chiave ora, che può farci recuperare, sono le misure che abbiamo assunto e che altri Paesi hanno assunto e i comportamenti corretti delle persone“.

Quarantena oltre il 3 aprile per il coronavirus

Le misure sono ancora necessarie, spiega Roberto Speranza, il quale annuncia che domani si riunirà il Comitato tecnico-scientifico per valutare la situazione ora.

Il ministro prevede “Tempi brevi, ma dobbiamo dare messaggi chiari. È vero che si vede un primissimo segnale, al netto dei numeri statistici che vengono riportati dalla Protezione Civile, e vi sono segnali incoraggianti che arrivano da qualche giorno, in particolare dalle aree che hanno pagato il prezzo più alto“, dichiara Speranza, ma “i segnali di decelerazione non bastano“.

Bloccare le misure sarebbe drammatico e bruceremo il piccolo vantaggio che abbiamo“, continua il ministro, “Oggi vediamo la luce in fondo al tunnel ma tagliare i tempi ci riprecipiterebbe indietro.

Siamo ancora nel pieno della crisi, guai ad abbassare la guardia“. Le scadenze per la quarantena si allungheranno oltre il 3 aprile: “Ci sarà bisogno ancora di un sacrificio che non sarà di qualche giorno. In questo tempo dobbiamo studiare il dopo. Dobbiamo organizzarci ora, ma non significa smettere di rispettare le regole“.

La difesa del personale sanitario

Sul piano degli acquisti, riporta Speranza, si sono svolti passi avanti importanti e “gli acquisti nell’ultima fase sono molto consistenti. Stiamo agevolando la produzione, ma le mascherine devono essere consone all’uso“.

Il governo sta cercando di azzerare la burocrazia per la produzione, ma le mascherine devono essere certificate dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’INAIL. “Va fatto con meno burocrazia possibile, ma dobbiamo assicurare un risultato idoneo“, spiega Speranza.

La priorità è difendere il personale sanitario, sicuramente dei medici e infermieri, ma anche tecnici e farmacisti: “Dobbiamo difendere loro ed è chiaro che ci sono dispositivi di protezione che devono essere dedicati a loro“. Il governo procede anche con norme messe in campo che “hanno consentito un numero cospicuo di assunzioni in tutte le Regioni e sono state fatte dei bandi per coloro che, volontariamente, vogliono aiutare.

Abbiamo migliaia di domande, c’è un Paese con una spinta solidale morto forte e penso che anche da questo punto di vista sia emersa l’Italia migliore“.

Tweet di Roberto Speranza
Tweet di Roberto Speranza

Riguardo a chi ha manifestato i sintomi ed è guarito, Roberto Speranza chiarisce sui tamponi: “Abbiamo sempre seguito e indicazioni dell’OMS. Ai sintomatici i tamponi bisogna farli, ci sono priorità anche su questo, diciamo sempre prima ai nostri operatori sanitari. Anche in questo caso è l’isolamento la soluzione“.

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