un bunker

L’emergenza Coronavirus sta portando a galla paure ed incertezze che credevamo ormai sopite. Quando poi le disponibilità economiche sono importanti, la paranoia rischia di sconfinare nel campo dell’esagerazione.

È il caso di tante persone facoltose che in Italia e nel mondo si stanno attrezzando per affrontare questa emergenza nel più classico dei modi: costruendo bunker a prova di bomba atomica.

I bunker per scappare al Covid-19

Nel mantovano, una fabbrica specializzata nella realizzazione di bunker e rifugi ha visto un’impennata delle richieste negli ultimi mesi. Il titolare, Giulio Cavicchioli, ha sottolineato l’incidenza del Coronavirus in questo fenomeno: “La paura del virus ha contribuito a confermare la richiesta di chi ha già maturato la necessità di sentirsi al sicuro – ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Il GiornoPer costruire un rifugio occorrono quasi due mesi tra permessi, opere murarie e impianti”.

Secondo l’imprenditore, i bunker sono in grado di offrire protezione dagli eventi più catastrofici, sia nucleari che batteriologici o chimici e, quindi, anche da minacce come i virus. Con una capienza media di quattro persone e un costo di circa 20mila euro, la costruzione di un rifugio sotto casa sta attirando molti acquirenti, ma non solo i classici ricchi: “Quanto al reddito – spiega Cavicchioli – non si deve credere che si tratti di ricconi con l’elicottero.

In maggioranza appartengono al ceto medio, soprattutto famiglie preoccupate per i più giovani. Ci dicono che lo fanno per i bambini”.

I bunker extra lusso negli Usa

Negli Stati Uniti, già da tempo esistono soluzioni simili di tipo extra luxury, cioè dedicate a clienti che non badano a spese e che vogliono il meglio in fatto di protezione da una possibile apocalisse.

Una di queste soluzioni è il Survival Condo, un vecchio complesso sotterraneo dell’Air Force nelle campagne del Kansas. Corredato da piscine, cinema e palestre, offre la sicurezza di un bunker militare con i comfort di un appartamento di Manhattan.

Tyler Allen, un ricco imprenditore della Florida, ha raccontato di aver pensato a questa soluzione nella convinzione che il Coronavirus rappresenterà un problema in America, non tanto di per sé, quanto per le ricadute a livello sociale che ne deriveranno: “Credo che la minaccia arriverà dall’isteria di massa più che dal vero virus – ha spiegato all’edizione americana di Vanity FairSe all’improvviso verranno introdotte le quarantene, che siano eccessive o meno, significa che gli scaffali rimarranno vuoti, che la gente si arrabbierà, che l’illegalità si impadronirà delle strade”.

Non rendendosi forse conto di essere caduto, lui per primo, nella trappola della paranoia, il facoltoso uomo di affari ha dichiarato di aver speso cifre molto alte per assicurarsi una di queste unità abitative: “Ho speso ben oltre un milione di dollari, ma non la vedo come una spesa, la vedo come un investimento”.

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