Esame di maturità a scuola

Nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri, sono state varate importanti misure economiche per aiutare l’Italia e le imprese durante l’emergenza Coronavirus. Non solo, però: nell’ultimo decreto è stata definita la strategia per quanto riguarda la scuola e gli esami del 2020.

I due piani per la scuola nell’emergenza Covid-19

Il nuovo piano per la scuola è stato illustrato anche sul sito del Miur e tiene conto di quanto anticipato nei giorni scorsi. Si sono delineate 2 precise strategie da adottare nei confronti degli esami di quest’anno, sia per quanto riguarda quelli di terza media che la maturità.

Cosa succede agli esami di terza media

Per quanto riguarda la scuola secondaria di I grado, è stato previsto che venga modificato l’impianto della prova finale. L’esame di terza media verrà semplificato, ma solo nel caso in cui sarà possibile farlo di presenza e quindi rientrare a scuola entro metà maggio. In caso contrario, si apprende, gli esami di terza media verranno cancellati.

A quel punto, si procederà “con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti“.

Il testo divulgato precisa che comunque “ci sarà una valutazione seria e corrispondente all’impegno degli alunni“.

Come saranno gli esami di maturità

Diverso invece il discorso per quanto riguarda scuole superiori, dai licei agli istituti tecnici. Innanzitutto, saranno tutti automaticamente ammessi agli esami di maturità: la valutazione dei crediti invece sarà basata “sull’impegno di tutto l’anno“.

Inoltre, anche in questo caso viene decisa una data spartiacque:

  • Se si tornerà a scuola entro il 18 maggio, gli esami si terranno “normalmente”. La commissione sarà solo interna e la seconda prova sarà decisa dagli istituti stessi.
  • Se NON si tornerà a scuola entro il 18 maggio, invece, la maturità del 2020 consterà di un solo colloquio orale (eventualmente in via telematica).

In entrambi i casi, viene specificato, la valutazione minima per ottenere il diploma è 60/100.

Tutti promossi all’anno successivo

Per tutti gli altri studenti che non saranno coinvolti dalle misure per quanto riguarda gli Esami di Stato, il nuovo decreto ha previsto che “tutti possano essere ammessi all’anno successivo“. Non senza valutazione però: gli scrutini finali valuteranno comunque l’impegno reale.

Niente debiti tuttavia: i primi giorni dell’anno (il cui inizio sarà ancora da definire), potranno essere preposti al recupero e al reintegro degli apprendimenti.

Le parole del Ministro Azzolina

Dopo le parole di Conte e dei Ministri Gualtieri e Patuanelli, nella conferenza stampa si è espressa anche la Ministra Lucia Azzolina. La stessa, ha ricordato l’articolo 34 della Costituzione e della necessità di non lasciare indietro nessuno quando si tratta di insegnamento. Con questo decreto, specifica, “Abbiamo messo l’anno in sicurezza“. Tuttavia la Azzolina sottolinea che “non si può però assolutamente parlare di sei politico: sono categorie storiche vetuste, la valutazione guarda all’identità, alla crescita e alla maturazione dello studente“.

L’importanza della didattica a distanza

Parte del suo intervento è stato dedicato a sottolineare l’importanza della didattica a distanza. “Non può essere considerato uno strumento opzionale – ha detto il Ministro Azzolina – Ci sta permettendo di concludere l’anno scolastico. È una chiave di volta per il nostro sistema educativo“.

Sull’argomento è intervenuto successivamente anche il premier Conte, rispondendo ad una domanda che sottolineava come non tutti sembrano avere la possibilità di fare questo tipo di scuola. Per Conte, la possibilità di accesso a Internet e a strumenti che permettono la didattica a distanza è un valore che andrebbe inserito nella Costituzione, di modo che nessuno possa essere tagliato fuori dal nostro tempo.

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