lucia azzolina

Il Ministro della pubblica istruzione Azzolina, come raccontato ieri sera a Che tempo che fa, sta lavorando incessantemente per riuscire a chiudere in modo efficace e produttivo l’anno scolastico 2019-2020, reso difficile per via delle misure di contenimento necessarie per fronteggiare l’epidemia

Al contempo, però, occorre cominciare ad organizzarsi per l’anno successivo e non è assolutamente detto che a settembre non vi siano problemi e si possa abbandonare con tranquillità la didattica a distanza e le precauzioni anti virali.

Didattica a distanza diventa obbligatoria

La grande novità potrebbe arrivare proprio stamattina in quanto con ogni probabilità dovrebbe essere approvato un decreto del Consiglio dei Ministri che vede come obbligatoria e non più solo consigliata la didattica a distanza.

La bozza di decreto recita infatti che “in corrispondenza della sospensione il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza“. Si parla inoltre delle festività pasquali: ci sarà una pausa dal 9 al 14 aprile, anche se a discrezione dell’istituto, e se tutte le parti sono concordi, sarà possibile un recupero di qualche giorno.

Come aveva già anticipato in trasmissione Azzolina, se si tornerà in classe entro il 18 maggio la maturità verrà effettuata a giugno con una prova di italiano scritto, una prova.

Concordata dai docenti interni e un orale. Qualora invece non si tornasse a scuola entro quella data, vi sarà una sola prova orale per gli studenti.

Il problema delle “classi pollaio”

Si riproporranno le stesse problematiche a settembre? Non si può escludere. Azzolina pensa soprattutto alle “classi pollaio”; in cui il rischio di contagio, nel caso di una nuova ondata di covid-19, sarebbe altissimo. “Penso al problema atavico alle classi pollaio -diceva da Fazio ieri sera- in cui è difficile tenere il metro di distanza.

Con lo staff del Ministero lavoreremo a tutti gli scenari. Oggi in Cdm discuteremo a un decreto che farà riferimento anche a questi  aspetti e la maggioranza di governo oltre a preparare la fine di questo anno scolastico, per cui gli studenti non perderanno l’anno, inizierà a pensare anche al prossimo anno”.

Il caso degli insegnanti precari

Cosa fare, invece, con gli insegnanti precari? In mancanza di una completa stabilizzazione della situazione, c’è chi propone un concorso per soli titoli, come il senatore leghista Mario Pittoni : “È possibile che a settembre l’anno scolastico debba riprendere con la didattica a distanza a cui si aggiunge il problema dei 200 mila insegnanti precari, pari al 25% del corpo docente: due bombe pronte a esplodere“.

Lo riporta Ansa.

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