Antonio Logli

Antonio Logli, condannato dalla Corte di Cassazione a scontare 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, scrive una lettera dal carcere in cui si dice preoccupato per la situazione della sua famiglia. Anche Logli, infatti, non può vedere i suoi cari a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus

La vita in carcere di Logli durante il Coronavirus

Antonio Logli sceglie una lettera indirizzata al programma Quarto Grado per parlare di quello che sta vivendo in carcere in questo momento, le sue ansie dovute alla pandemia che ha colpito il nostro pianeta e all’impossibilità di incontrare la sua famiglia.

“Il mio pensiero va a tutta la mia famiglia che ormai da più di un mese non posso incontrare personalmente“. L’uomo ammette come dentro le mura carcerarie la vita sembra procedere normalmente, i detenuti pur rispettando le misure del governo, continuano ad accedere alle palestre e alla biblioteca.

Ha raccontato come presso la sartoria sia stata attivata la produzione di mascherine: “Personalmente sono stato assegnato presso i laboratori dove viene lavorato il tessuto per la realizzazione di lenzuola e federe che vengono poi inviate in tutti i carceri di Italia.” 

L’ansia per la famiglia

Logli si è mostrato preoccupato per la sua famiglia: “I miei genitori sono anziani e i miei figli sono senza madre e senza di me e l’onere di aiutare tutti è principalmente di Sara”.

Proprio Sara è l’ex amante di Logli, divenuta la sua compagna dopo la misteriosa sparizione di Roberta Ragusa. Continua: “Sono angustiato dal fatto di non stare vicino a tutti loro”. Logli riesce a comunicare con la sua famiglia grazie alle videochiamate, concesse dalla direttrice del carcere.

Nello specifico, ha parlato con la figlia Alessia, che ha sempre creduto nella sua innocenza, tramite una videochiamata. Mi rattrista molto vedere i miei cari piangere e, soprattutto, nonostante ormai abbia raggiunto la maggiore età, vedere proprio il pianto disperato di Alessia“.

L’unica persona che riesce ad incontrare in carcere è l’avvocato di Martino, che lo informa anche delle novità processuali. “Prego  e spero che la situazione possa migliorare al più presto, vi mando un caro abbraccio anche virtuale, augurandovi tutto il bene” ha concluso.

 

Antonio Logli continua a proclamarsi innocente

Non è la prima volta che Antonio Logli sceglie Quarto Grado per affidare il suo messaggio. Anche qualche mese fa, l’uomo ha spedito una lettera alla redazione per ribadire la sua volontà di non arrendersi per far riaprire il caso. In quell’occasione, Logli ha detto come anche i suoi figli Alessia e Daniele gli stiano vicini e lo supportino, insieme ai genitori Carla e Valdemaro. Dall’inizio della fase processuale, Logli si è sempre dichiarato innocente nonostante fu inserito nel registro degli indagati dalla Procura di Pisa già il 2 marzo 2012.

Per gli inquirenti, l’uomo avrebbe ucciso la moglie Roberta Ragusa alla fine di una lite e avrebbe poi fornito una serie di dichiarazioni mendaci al fine di sviare le indagini. La sua condanna in via definitiva sembra aver messo la parola fine a questo caso di cronaca controversa.

L’avvocato Enrico De Martino, nella trasmissione di Gianluigi Nuzzi, ha spiegato qualche tempo fa come non ci siano i presupposti per rivolgersi alla corte di Strasburgo, bensì una revisione del processo facendo leva su alcuni elementi di novità che sarebbero emersi.  

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