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Anche le escort subiscono la flessione economica dettata dall’emergenza sanitaria del Coronavirus. E se è pur vero che lo stare in casa, impedisce ai  i collaboratori coordinati e continuativi quanto i lavoratori autonomi, spese extra alcune accompagnatrici di professione sentono la necessità di far fronte alla crisi.

Ecco quindi che anche la categoria fa richiesta all’INPS del bonus di 600 euro per il sussidio necessario a far fronte a questo preciso momento storico. Ma c’è anche chi non si demoralizza e pensa alla soluzione smartworking. Dopotutto ci si può tenere compagnia anche online.

Escort fanno richiesta dei 600 euro

In Italia ci sono circa 120 mila escort.

E svolgendo un’analisi sulle accompagnatrici di professione, il sito Escort Advisor, cira il 12% di loro avrebbe fatto richiesta dei 600 euro di sussidio, inserendosi tra i 2 milioni di utenti che hanno mandato in tilt il sito dell’INPS.

Sempre Escort Advisor ha evidenziato un crollo del 94%, per quanto riguarda la media delle visite ai siti di accompagnatrici. Ma se c’è chi prova a ricorrere ai sussidi offerti dallo Stato, c’è anche chi -il 28%- ritiene non sia necessario, poiché la crisi durare pochi mesi.

La nota di Escort Advisor

Il tutto pare essere documentato in una nota di Escort Advisor, il cui fondatore, Mike Morra, parla di scelta coscienziosa.

Chi gestisce il proprio profilo su questo sito ha operato un atto di coscienza verso di sé e la collettività nonostante la professione non rientri, in quanto non riconosciuta né tutelata, tra le attività di cui è stata decretata la chiusura dall’11 marzo” si legge nella nota.

La via dello smartworking

Infine viene messo in evidenza che tra i 120mila professioniste sul mercato c’è chi ha già intrapreso il piano B.

Qualcuno si è industriato nella creazione di line erotiche online.

Attraverso l’uso di chat è possibile tenere compagnia ai propri clienti con sensuali videochiamate.