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Il 28 marzo, Cinzia Trevisan ha discusso la sua tesi di laurea in lingua e letteratura straniere. È stato un traguardo agognato, un sogno lasciato da parte da giovane per crescere ben 7 figli e ripreso a 51 anni, con il sostegno di un marito che l’ha aiutata fino alla fine.

Proprio al marito Giancarlo, Cinzia ha dedicato la sua tesi di laurea, come ringraziamento per il sostegno dato fino alla fine. Lui, però, non l’ha mai saputo e non ha assistito neanche alla discussione di Laura della moglie: è morto 3 giorni prima che lei si laureasse, stroncato dal coronavirus.

A raccogliere la sofferta testimonianza di Cinzia è il sito dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, che ha pubblicato la sua lettera d’amore al marito. Cinzia racconta una vita faticosa ma felice: 7 figli nati in 12 anni, qualche difficoltà economica sempre superata, pochi sfizi ma tante soddisfazioni. Poi, la malattia improvvisa: “Alla fine di febbraio di quest’anno mio marito si è ammalato. Aveva la febbre alta, poi la tosse. Influenza, dicevano i medici. Tranquilli, bisogna avere pazienza, non occorre fare il tampone per il coronavirus.

E invece, era proprio Covid-19: “Dopo dodici giorni di malattia, di notte, mio marito si è aggravato. Ho chiamato l’ambulanza, finalmente lo hanno portato in ospedale dove, dopo altri dodici giorni esatti, è morto”.

I giorni di ricovero e preghiera

L’ultimo momento felice tutti insieme è stato il compleanno del marito e di una delle figlie, nati nello stesso giorno. Inutili, nei giorni del ricovero, i momenti di preghiera: “Abbiamo pregato nei giorni in cui lui era in ospedale. Posso dire di non aver mai pregato tanto in vita mia.

Non desideravo altro che il ritorno di mio marito, l’uomo con cui ho spesso litigato, di cui sapevo i punti deboli, a cui rinfacciavo i difetti. L’uomo che non smetterò mai di amare”.

La decisione di laurearsi, nonostante tutto

Davanti alla tragedia, Cinzia ha deciso che doveva arrivare fino in fondo con il suo sogno, che era stato anche un impegno e un desiderio di suo marito: È stato mio marito Giancarlo a suggerirmelo due anni facome ha spiegato lei a Il Corriere: “Dai, mettiti sotto che mica ti lascio sola, puoi farcela.

Puoi finalmente discutere la tua tesi di laurea”.

Dopo la morte del marito, ha deciso così di celebrarlo con una discussione di tesi dedicata a lui con i fatti e con il pensiero. A lui è dedicata la tesi su Lutero e sulla traduzione della Bibbia.

(Immagine in alto: Wikicommos/ Opera Propria/ Archeologo/dimensioni modificate)