Ján Kuciak Martina Kusnirova

Il tribunale di Bratislava ha condannato Miroslav Marcek, ex militare slovacco, a 23 anni di reclusione per l’omicidio del giornalista Jan Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirova. I due erano stati uccisi il 21 febbraio 2018 nella loro casa a Vel’ka Maca, 65 chilometri ad est della capitale slovacca.

Marcek, già reo confesso, è stato condannato a 23 anni di reclusione

Lo scorso 13 gennaio la svolta nel processo: Marcek si è dichiarato colpevole di entrambi gli omicidi e ha raccontato le dinamiche dell’azione nei minimi dettagli, rivelando di aver ridotto la quantità di polvere da sparo contenuta nei proiettili in modo da creare una sorta di “sparo silenziato”.

Ora la corte penale speciale di Pezinok, città nella regione di Bratislava, ha condannato Marcek a 23 anni di reclusione. La pena prevede 2 anni in meno di quelli richiesti dall’accusa. Il giudice a capo del processo ha spiegato di aver tenuto in considerazione il fatto che la sua confessione ha portato a galla delle informazioni chiave riguardo i suoi complici e al presunto mandante dell’omicidio, l’imprenditore Marian Kocner. Il processo riguardante questi ultimi era iniziato a gennaio, ma era stato poi sospeso a causa delle restrizioni imposte per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus.

Le indagini di Kuciak riguardavano il presunto mandante

Kuciak aveva condotto una serie di indagini giornalistiche proprio su Kocner e sul suo giro di affari. Secondo varie testate locali, citate anche dai media internazionali, lo stesso Kuciak avrebbe più volte denunciato alla polizia di aver ricevuto minacce da Kocner, ma che nessuna indagine si sarebbe mai avviata. Le frodi fiscali oggetto delle inchieste del giovane giornalista riguardavano casi di persone vicine al partito allora al governo e del primo ministro Roberto Fico.

Avrebbero inoltre segnalato anche dei collegamenti con la ‘Ndrangheta.

Il caso aveva scatenato le proteste di piazza

Il primo ministro Fico era stato costretto a dimettersi circa 3 settimane dopo l’omicidio, in seguito alle violente proteste che avevano visto migliaia di persone scendere in piazza a Bratislava e in altre città per chiedere giustizia.