Il frontone del Pio Albergo Trivulzio

Quello di Giuseppe Calicchio, direttore generale del Pio Albergo Trivulzio, la struttura RSA al centro di un’indagine per l’esubero di morti da Covid-19, è il primo nome inserito nel registro degli indagati. A riferliro è Il Corriere della Sera, che ha ricostruito i passaggi delle indagini

Primo indagato per la Baggina

La Baggina, così era chiamato il Pio Albergo Trivulzio, passato dall’essere luogo di ricovero, riposo e pace a luogo di morte per gli anziani ospiti. Una delle tante RSA sl centro d’indagine per i numerosi decessi da Covid-19. L’inchiesta, avviata il 6 aprile scorso, ora vede Giuseppe Calicchio indagato per omicidio colposo e a rischio d’accusa del reato di epidemia colposa.

La decisione è stata presa dalla Procura della Repubblica di Milano, da parte del pool che vede partecipi i sostituti procuratori Mauro Clerici e Francesco De Tommasi sotto la guida del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano.

15 fascicoli in totale

Quello di Calicchio è solo uno dei 15 fascicoli aperti dalla Procura milanese, l’obiettivo dell’indagine è quello di accertare la presenza o meno di carenze nel rispetto dei protocolli di sicurezza, e nella gestione dei pazienti.

Secondo quanto riferisce Il Corriere della Sera, il dottor Calicchia aveva partecipato, in presenza del suo legale, ad una videoconferenza con le autorità.

Altre Rsa sotto inchiesta

Non solo il Trivulzio, sono altre le Rsa al centro di indagini da parte degli inquirenti. Nel mirino ci sarebbe la casa di riposo di Mediglia, Milano, dove 60 anziani hanno perso la vita dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Anche in questo caso, l’indagine è sotto la Procura di Milano, il fascicolo è stato aperto a seguito delle denunce dei parenti degli anziani ricoverati.

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