Cronaca

Coronavirus, la Procura di Milano indaga sui morti delle case di riposo

Numerose RSA sono finite al centro di un fascicolo della Procura di Milano collegata al coronavirus, che indaga per omicidio colposo e diffusione di epidemie nelle case di riposo in Lombardia
Operatori di una casa di riposo

Il Paese combatte ancora quotidianamente contro l’emergenza Coronavirus: si cerca ancora di tamponare i contagi e i morti, centinaia anche oggi. Allo stesso tempo però si inizia a valutare l’operato di amministrazioni ed enti: sta facendo molto discutere infatti la gestione dell’emergenza nelle case di riposo. In particolare la delibera con cui la Regione Lombardia chiedeva alle RSA di ospitare alcuni malati di Covid-19. Su questo tema ora indaga la Procura di Milano.

Le accuse alla Regione Lombardia

Non ci hanno dato i dispositivi di protezione ma volevano darci i malati“.

È solo una delle frasi shock che stanno agitando l’amministrazione della Regione Lombardia. A dirla, nei giorni scorsi, è stato Luca Degani dell’Uneba, l’associazione che raggruppa oltre 400 case di riposo. Il motivo è dovuto alla richiesta, contenuta in una delibera del 8 marzo 2020, di “mettere mettere a disposizione del Sistema Regionale i posti letto delle ‘Cure extra ospedaliere‘”, include le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali).

Molti ora ritengono che questa mossa abbia contribuito a dare il via alla tremenda rete di contagio e soprattutto di morte che ha colpito la Lombardia, che conta migliaia e migliaia di vittime.

Un sospetto su cui ora indaga anche la Procura di Milano.

Aperta un’inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio

Adnkronos riferisce infatti che ci sarebbe un indagine in corso da parte della Procura di Milano su numerose case di riposo. Al centro dell’inchiesta, si apprende, ci sarebbe in particolar modo il Pio Albergo Trivulzio: nei giorni scorsi numerose testate si sono occupate dell’anomalo numero di morti non registrati ma riconducibili al Covid-19. Le segnalazioni hanno portato alle indagini in corso.

Sulla vicenda si è espressa ad Adnkronos il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano.”L’intero sesto dipartimento della procura competente per la salute pubblica – si apprende – sta lavorando alle varie segnalazioni: contestiamo reati di diffusione colposa di epidemie e omicidio colposo“.

Indagate anche altre strutture

In questa indagine della Procura di Milano, rivolta a scoprire se ci sia stata o meno mala gestione della crisi e dell’utilizzo delle RSA, sono coinvolte diverse strutture. Tra queste, riporta Adnkronos, ci sarebbero la casa di riposo Don Gnocchi, la Sacra famiglia di Cesano Boscone, quella ad Affori e anche la casa di riposo del Corvetto.

Oltre alle dichiarazioni pubbliche dell’associazione Uneba, le indagini sarebbero partite grazie anche a denunce di parenti e altri sindacati.

La replica del direttore del Pio Albergo Trivulzio

Sempre Adnkronos ha raccolto la reazione del direttore sanitario del Pio Albergo Trivulzio, Pierluigi Rossi. Lo stesso riferisce che “la situazione è sotto controllo“. Le morti sospette, quindi, non lo sarebbero così tanto: “La nostra popolazione è molto anziana e i decessi avvengono non sono solo per il Covid ma per molte altre patologie“.

Nessun accenno alla delibera della Regione. Sottolinea però che nella struttura non è stato possibile fare tamponi, perchè la Regione “ha fatto la scelta di privilegiare i pronto soccorso degli ospedali per gli acuti, mentre le nostre strutture non hanno avuto questa possibilità“.

Alla luce della dichiarazione, resta però il dubbio: la delibera che richiede alla RSA i posti letto per malati di Covid-19 c’è, ma dalle stesse come il Pio Albergo si evidenzia che non c’era possibilità di fare tamponi. Forse allora, il sospetto di quel cerino acceso nel pagliaio” delle case di riposo (parole di Degani al Quotidiano del Sud) è legittimato.

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