Primo piano di Gianluca Vialli

Gianluca Vialli sta lentamente vincendo la sua difficile battaglia contro il cancro al pancreas, diagnosticatogli nell’autunno del 2018. L’ex calciatore, intervistato da La Repubblica, ha dichiarato che i segni della malattia sono scomparsi. Una notizia che ha il sapore della rinascita: “Sono felice, anche se lo dico sottovoce“.

La battaglia di Gianluca Vialli

Sui campi di calcio sono state numerose le battaglie che lo hanno visto protagonista a suon di gol ed esultanze. Ma oggi per Gianluca Vialli sta arrivando la vittoria più bella, la più attesa e la più sudata.

L’ex attaccante della Sampdoria e della Juventus, infatti, sta sconfiggendo il cancro al pancreas che gli era stato diagnosticato nell’autunno del 2018. La strada della completa guarigione è ancora lunga, ma i progressi fatti negli ultimi mesi sono confortanti. Un anno e mezzo difficili da affrontare, ma il campione ai momenti di sconforto ha sempre saputo affiancare ingenti dosi di fiducia, speranza ed energia positiva. Sino alla notizia liberatoria: gli ultimi esami infatti “non hanno evidenziato segni di malattia.

Sono felice, anche se lo dico sottovoce

Il campione durante l’intervista a La Repubblica ha rilasciato alcune rivelazioni sulla grave malattia: “A dicembre ho concluso 17 mesi di chemioterapia, un ciclo da 8 e un altro da 9 mesi.

Un percorso durissimo dal punto di vista fisico e mentale, anche per uno tosto come me. Sono felice, anche se lo dico sottovoce“. Gianluca Vialli ha poi raccontato come sta affrontando questo delicato ritorno alla vita di tutti i giorni: “Normalità significa vedersi di nuovo bene allo specchio e osservare i peli che ricrescono. Non devo più disegnarmi le sopracciglia a matita.

Può sembrare strano, ma in questo momento mi sento più fortunato rispetto a tanti altri“. Poi aggiunge: “Vorrei che la famosa frase ‘Quello che conta è la salute’ diventasse davvero centrale. Vorrei che non accettassimo più nessun taglio alla sanità pubblica, che non crollassero più i ponti e che la sicurezza delle persone diventasse prioritaria. Vorrei che ci ribellassimo a queste città piene di smog che uccide“.