Urne ad un seggio per le elezioni

Le prime voci erano già iniziata a circolare nella tarda mattina di oggi: il Consiglio dei Ministri avrebbe rinviato a dopo l’estate le elezioni regionali a causa dell’emergenza Coronavirus. In serata la conferma e le indicazioni per il calendario: si valuta anche l’idea di accorparle al referendum. Dure proteste dai Governatori di alcune Regioni interessate dallo slittamento.

Rinviate le elezioni in 8 Regioni

Era nell’aria: al contrario della Francia (dove si è andati a votare mentre il Coronavirus era già una realtà sul territorio), l’Italia aveva già dato prova di voler mettere da parte la chiamata alle urne.

La prima prova era stato il rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari, inizialmente previsto per fine marzo. Ora, il CdM ha approvato un decreto per il rinvio delle elezioni amministrative e regionali.

Sono interessati oltre 1000 Comuni e 8 Regioni: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto.

Le date delle elezioni regionali e amministrative

Come riportato dalla nota di Palazzo Chigi, le elezioni in questione si dovranno tenere “in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre“. Questo vale sia per il rinnovamento delle amministrazioni regionali che quelle comunali e delle circoscrizioni.

Non c’è quindi ancora una data certa, ma il periodo identificato è quello.

Inoltre, viene spostato anche il termine per le elezioni dei seggi vacanti alla Camera e al Senato, le cosiddette suppletive. La scadenza prevista era il 31 luglio, ma il termine è stato spostato a 240 giorni invece dei 90 previsti dalle normative. La situazione però potrebbe ancora cambiare: viene specificato infatti che “le consultazioni elettorali possano essere rinviate di non oltre tre mesi, anche se già indette, in considerazione di sopravvenute specifiche situazioni epidemiologiche da COVID-19“.

Ipotizzato anche un “election day” unico

Con un tweet, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha poi annunciato che il Governo starebbe pensando anche alla possibilità di accorpare le elezioni rinviate ora con il voto al referendum per il taglio dei parlamentari. Fare tutto in una volta sola, insomma.

Tweet del Ministro D'Incà
Tweet del Ministro D’Incà

Tuttavia, questa ipotesi e soprattutto questa calendarizzazione non sembra essere piaciuta ad alcuni Governatori, che negli scorsi giorni avevano avanzato altre richieste.

Dure proteste dai Governatori

Numerose fonti riportano le contrariate parole dei Presidenti di Liguria, Campania, Puglia e Veneto.

Gli stessi, avrebbero inviato una nota in cui si sono detti dispiaciuti “che il Governo abbia approvato un diverso Decreto senza alcun ulteriore confronto“. Un primo tavolo di confronto c’era stato e qui i vari Vincenzo de Luca, Giovanni Toti, Michele Emiliano e Luca Zaia avevano proposto di istituire una finestra per le elezioni a luglio, trovando il placet di altre Regioni.

Il Cdm ha però agito diversamente, spingendo al commento i Governatori: “Ribadiamo la necessità di garantire agli elettori l’inalienabile diritto ad esprimersi nel tempo più rapido possibile” le parole riportate da numerose fonti.

Se non sarà a luglio, dichiarano, allora le Regioni sono pronte a chiamare alle urne nella “prima data utile consentita dal provvedimento del Governo“.

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