donna vittima di violenza per terra in un angolo

Tutto ha avuto iniziato con il falso abbaglio di un aiuto, un gesto solidale da parte di un uomo nei confronti di una donna ucraina di 50 anni senza una dimora. L’offerta di un luogo dove andare a fronte anche di tutti i problemi derivati dall’emergenza Coronavirus: dietro all’aiuto però, l’inganno e l’inizio dell’inferno per la donna, finita inconsapevolmente nelle mani del suo violentatore.

Rimini: le offre aiuto, poi la violenta

La vicenda di cronaca arriva da Rimini ma l’inferno per la 50enne ha avuto inizio alla fine di marzo. Senza una dimora, la donna si trovava per strada vicino alla stazione ferroviaria della città romagnola quando è stata avvicinata da un uomo.

Al principio quella che sembrava essere in toto un’offerta d’aiuto: la proposta di seguirlo sino ad un luogo, una presunta sistemazione in cui la donna, in forte stato di necessità, avrebbe potuto stare scansando così l’ipotesi di rimanere per strada in tempi così ostici segnati dall’epidemia di Covid-19.

Il finto aiuto e la violenza

Nessuna buona intenzione però dietro al gesto dell’uomo, consapevole di averla adescata per portarla all’interno di un casolare in un camping di Viserbella dove si trovavano già altri 3 suoi connazionali di origine rumena.

Da quel momento, secondo quanto appreso dalla Polizia, la 50enne sarebbe diventata la loro vittima subendo ripetutamente dai suoi aguzzini angherie, violenze sessuali, minacce e percosse. Un incubo finito qualche giorno fa dopo la chiamata della donna ad un amico in Puglia a cui ha avuto il coraggio di raccontare cosa le stava accadendo.

Denunciati per violenza, percosse e minacce

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti sinora, la 50enne sarebbe stata violentata in maniera sistematica da uno degli uomini del casolare e da un secondo uomo sarebbe stata invece picchiata e minacciata di morte con un’arma.

Liberata la donna dai suoi aguzzini – 2 dei 4 già denunciati per quanto sopra – la 50enne è stata trasferita in ospedale dove i medici hanno potuto riscontrare più lesioni per una prognosi di 30 giorni. Quanto ai due uomini su cui pende la denuncia, di 52 e 36 anni, al momento sono in libertà e sotto osservazione della Polizia in attesa di una risposta dalla magistratura e dall’ufficio immigrazione.