Cronaca

Milano, una fossa comune per le vittime del coronavirus

Emergenza Coronavirus - Milano, una delle città più colpite da questa pandemia, ha dovuto provvedere alla sepoltura delle salme non richieste da nessun famigliare
Beppe Sala con la mascherina e il microfono in mano di fronte al cimitero di Milano. Alla sua destra, leggermente indietro, anche un parroco

L’emergenza coronavirus ha travolto l’Italia e il mondo come uno tsunami. La pandemia ha colpito soprattutto il nord del Paese e tra le città simbolo di questa emergenza c’è sicuramente Milano. Proprio qui, nel cimitero Maggiore a Musocco, sono sepolte 60 persone, spiega Repubblica, di cui nessuno ha chiesto, o ha potuto chiedere, le spoglie.

Fossa comune a Milano

A metà marzo, il Comune di Milano aveva varato una nuova ordinanza che prevede non più 30 giorni per decidere la sepoltura di un persona da parte della famiglia, ma 5 giorni.

Se entro questo limite non sarà pervenuta una decisione sarà il Comune a inumare la salma al Cimitero Maggiore. Il Comune comprende il momento di difficoltà: i famigliari di alcune delle vittime potrebbero essere in quarantena anche lontano da Milano, o persino in ospedale, in questo momento così difficile, perciò il Comune si è attivato per procedere in autonomia a una prima sepoltura.

Lo stesso sindaco Beppe Sala, attraverso la sua pagina Facebook, porta gli italiani e i milanesi al cimitero, al campo 87 del cimitero Maggiore di Milano a Musocco: “Milano ha retto ma ha pagato un prezzo altissimo.

Abbiamo perso molti dei nostri figli e in alcuni casi, il passare oltre è stato ancora più tragico perché alcuni sono passati oltre senza nessuno di fianco“. Così Sala indica il cimitero intorno a sé con un gesto della mano per mostrare “dove sono stati sepolti coloro le cui spoglie non sono state richieste da un famigliare. Pensate alla tragedia nella tragedia“.

Guarda il video

https://www.facebook.com/beppesalasindaco/videos/661962877932830/

Il caso New York

Nemmeno tanti giorni fa, si era diffusa la notizia secondo cui a New York, per far fronte agli eventuali problemi di sovraffollamento degli obitori, si sarebbe scelto di creare delle fosse comuni nei parchi pubblici.

La notizia era stata parzialmente smentita dalle autorità, senza escludere però l’opzione di usare delle fosse comuni in una zona della metropoli che ne ha accolte già diverse in passato per ospitare vittime senza nome, o non reclamate dai familiari: è il caso di Hart Island, nel Bronx.

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