fosse comuni a new york notizia smentita solo parzialmente

A New York continua a salire il numero di morti causato dal Coronavirus. Nei giorni scorsi, ha fatto il giro del mondo la notizia secondo cui la metropoli per far fronte agli eventuali problemi di sovraffollamento degli obitori avrebbe deciso di ricorrere alla creazione di fosse comuni nei parchi pubblici.

Questa notizia è stata parzialmente smentita dalle autorità, ma non è stata esclusa l’opzione di usare effettivamente delle fosse comuni in una zona della metropoli che ne ha accolte già diverse in passato per ospitare tutte le vittime senza nome, non reclamate da familiari o amici: Hart Island, nel Bronx.

Infatti, un video mostrerebbe che già dal 2 aprile in quest’isola sarebbero avvenute le prima sepolture di vittime del Covid-19, in fosse comuni. Immagini scioccanti che stanno facendo il giro del mondo. Un altro allarme che arriva da New York riguarda poi il gran numero di persone che starebbe morendo non in ospedale ma in casa a causa del virus.

ATTENZIONE: NELL’ARTICOLO È PRESENTE UN VIDEO CHE POTREBBE URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

Fosse comuni a New York, ma non nei parchi pubblici

Sono più di 16mila i morti causati dalla pandemia del Covid-19 in tutti gli USA, secondo quanto riporta la CNN.

Il gran numero di vittime ha spinto le autorità locali a elaborare piani di emergenza che non riguardano solo il contenimento del contagio, ma anche la drammatica gestione dei cadaveri. Secondo una notizia circolata molto sia sulla stampa estera che italiana, la città di New York avrebbe anche immaginato la creazione di fosse comuni per seppellire temporaneamente le vittime nei parchi pubblici.

Come ricostruito dal New York Times, tutto sarebbe partito da un tweet di Mark Levine, Presidente del comitato sanitario del Consiglio comunale di New York, in cui affermava che le autorità stavano pensando di allestire fosse comuni in parchi pubblici della città.

La cosa ha suscitato grande clamore, spingendo poi lo stesso sindaco Bill de Blasio a negare la notizia e a specificare che in caso di necessità si sarebbe ricorso alla sepoltura temporanea delle vittime ad Hart Island, nel Bronx.

Come si legge sul Daily Mail, il sindaco ha affermato lunedì alla stampa: “Potremmo doverci occupare di sepolture temporanee e dopo potremmo confrontarci con ogni famiglia“. Poi ha specificato: “Ovviamente, il luogo che abbiamo usato storicamente è Hart Island“. In ogni caso, lo stesso Levine dopo il polverone sollevatosi, ha “ritrattato” affermando che non ci sarebbe stata alcuna fossa comune nei parchi di New York.

Ad Hart Island sono già più di 68mila le persone sepolte dal 1980 ad oggi ed è stata usata fin dai tempi della pandemia dell’influenza spagnola (1918-1920) per seppellire le vittime. Non tutti i corpi che sono stati sepolti sull’isola hanno un nome o un’identità, come spiegato sul sito dell’Hart Island Project, che raccoglie i dati relativi alla sepoltura di queste persone attraverso il Traveling Cloud Museum.

Cosa significa “sepoltura temporanea”

Nel caso in cui gli obitori non riuscissero più a contenere le vittime causate dalla pandemia, la città di New York avrebbe intenzione di procedere alla sepoltura temporanea dei morti in fosse comuni ad Hart Island.

La misura non sarebbe quindi definitiva e le famiglie potrebbero tornare a disporre dei corpi dei propri cari in un secondo momento, una volta che l’emergenza sanitaria si sarà placata.

Il video delle fosse comuni di Hart Island

Un video girato il 2 aprile con i droni e divulgato sul canale Vimeo dell’Hart Island Project mostrerebbe la sepoltura temporanea in fosse comuni di diverse vittime del Coronavirus.

A occuparsi di seppellire i corpi sarebbero stati i detenuti del carcere di Rikers Island, come raccontato da Melinda Hunt, responsabile proprio dell’Hart Island Project, alla CBS. La cosa ha quindi innescato una polemica che però sembra già essersi spenta. Infatti, il 10 aprile la responsabile ha scritto su Twitter: “Buone notizie in tempi difficili. Sembra che New York non stia più usando i detenuti di Rikers Island per seppellire i morti ad Hart Island“.

Il sospetto che quei corpi fossero proprio vittime del Coronavirus è suffragato dalle stime sul numero di cadaveri che sarebbero stati sepolti nelle ultime settimane ad Hart Island. Infatti, secondo il commento citato dal Daily Mail di Jason Kersten, un portavoce del Dipartimento di Correzione, in media in una settimana sarebbero circa 25 i corpi sepolti ad Hart Island, ma dalla fine di marzo (quando è esplosa la pandemia a New York) questo numero sarebbe salito a 72.

ATTENZIONE: IMMAGINI FORTI

Guarda il video:

In tantissimi muoiono in casa: l’allarme lanciato dalle autorità

Negli USA, oltre a tutte le persone uccise dal Coronavirus all’interno degli ospedali, un altro problema è rappresentato da tutte le persone che muoiono in casa. L’allarme è stato lanciato sulle colonne del New York Times da Aja Worthy Davis, una portavoce del Medical Examiner’s Office, ente che si occupa di indagini indipendenti sulle morti sospette a servizio della sanità pubblica e del sistema giuridico.

Secondo Aja Worthy Davis il numero delle persone che muoiono a casa propria per il Covid-19 sarebbe salito a circa 200 al giorno, da una media di 20-25 persone precedente al diffondersi della pandemia negli USA.

*Foto in alto: immagine di repertorio

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