ospedale spallanzani

Una nuova scoperta sul contagio da Covid-19 riguarda gli occhi: non sono più solo un tramite ma anche una potenziale fonte di contagio. La nuova ricerca è stata condotta dai ricercatori dello Spallanzani di Roma ed ha portato ad importanti rivelazioni nel mondo scientifico e sulla trasmissione del virus SARS-CoV-2. 

Coronavirus, la ricerca sulle lacrime dello Spallanzani

La scoperta è avvenuta dopo un tampone oculare condotto su una signora ricoverata nel noto ospedale romano, lo Spallanzani, che presentava una congiuntivite bilaterale. I ricercatori hanno così potuto verificare come il virus si possa replicare anche nelle congiuntive oculari e non solo nell’apparato respiratorio come sinora messo a punto.

 

La ricerca è stata successivamente confermata da un fatto fondamentale: la signora con congiuntivite risultava negativa al tampone respiratorio ma ancora positiva, dopo 27 giorni di ricovero, al tampone oculare

Gli esperti: “Occhi potenziale fonte di contagio

La nuova ricerca, già comunicata all’Organizzazione Mondiale della Sanità, porta a nuove consapevolezze.

Nel comunicato diffuso direttamente dallo Spallanzani si possono inoltre leggere le parole della dottoressa Concetta Castilletti – responsabile dell’Unità Operativa Virus Emergenti del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani – che commenta così la nuova ricerca: “Questa ricerca dimostra che gli occhi non sono soltanto una delle porte di ingresso del virus nell’organismo, ma anche una potenziale fonte di contagio” .

La Castilletti discorre successivamente sulla necessità di nuove misure di sicurezza: “Ne deriva la necessità di un uso appropriato di dispositivi di protezione in situazioni, quali gli esami oftalmici, che si pensava potessero essere relativamente sicure rispetto ai rischi di contagio che pone questo virus“.

Spallanzani: la soddisfazione per le nuova scoperta 

Una scoperta che arricchisce.

La direttrice generale dello Spallanzani, Marta Branca, si è espressa con positività sui risultati dello studio: “La scoperta dei nostri ricercatori è un altro piccolo tassello che si inserisce nel complicato puzzle di questo virus”. La direttrice sottolinea poi che: “La nostra soddisfazione è quella di contribuire, con questa ricerca, a far conoscere meglio i meccanismi di contagio” .

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