primo piano giuseppe conte

Possibile allentamento delle misure a fine mese“: questo un passaggio dell’intervento del premier Conte, ai microfoni della Bbc, in merito ai prossimi step di gestione dell’emergenza Coronavirus in Italia, pur con tutte le cautele imposte da una situazione ancora troppo fluida per restituire agli italiani la fotografia certa su una data di uscita dal lockdown.

Conte: un possibile scenario sulle misure restrittive

L’emergenza Coronavirus, pur nella necessaria pianificazione di misure di contrasto alla crisi sanitaria ed economica, costringe i governi a navigare a vista tre le incerte acque del prossimo futuro. Non è ancora chiaro quando l’Italia, al pari delle altre nazioni che combattono conto il Covid-19, potrà dire archiviata la fase più acuta del lockdown.

Esperti e Oms invitano ancora alla massima cautela sui rischi di un prematuro allentamento alle maglie del contenimento, e i leitmotiv per procedere sono essenzialmente due: gradualità e prudenza.

Il premier Conte, nel suo discorso al Paese in occasione della proroga delle misure restrittive al 13 aprile prossimo, ha ribadito la necessità di un ulteriore sforzo in questa direzione, allungando il passo dal pericolo di facili entusiasmi di fronte a dati che, nelle ultime giornate di battaglia sanitaria, stanno restituendo qualche accenno confortante ma ancora acerbo, allo stato attuale, per dare la dimensione di come e quando si tornerà alla normalità.

In una intervista alla Bbc, come riporta Ansa, il presidente del Consiglio ha parlato di una possibilità all’orizzonte dell’attuale scenario emergenziale, sottolineando che non ci sarà alcun abbassamento della guardia nella gestione della situazione.

Dobbiamo individuare alcuni settori che possono ricominciare la loro attività. Se gli scienziati danno il loro assenso, potremmo cominciare ad allentare alcune misure già alla fine di questo mese”.

Si tratta di una prospettiva ancora tutta da sondare sulla cosiddetta “fase 2” di gestione dell’emergenza, quando cioè si inizierà a mettere in moto il sistema produttivo del Paese con la riapertura graduale e calibrata di alcune attività.

Covid-19: la situazione italiana

Alla data dell’8 aprile scorso, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile nel consueto punto stampa sulla situazione italiana, la diffusione del Coronavirus ha sfondato un bacino di oltre 130mila contagi. Dall’inizio dell’epidemia e fino alla stessa data, i decessi registrati sono 17.699 (con incremento di 542 morti, registrato l’8 aprile).

Nello stesso giorno, si è segnato anche il record di persone guarite: 2.099 in 24 ore.

Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riporta Ansa, ancora un richiamo a procedere con la massima dose di cautela: “Non c’è ancora una netta diminuzione, ma solo un rallentamento. Riaprire ora è difficile“.

Gli interrogativi sul piatto del Governo sono tanti e molto complessi. Su tutti, dopo gli aspetti strettamente legati all’urgenza sul fronte sanitario, quello che riguarda la tenuta economica e sociale del Paese di fronte a un eventuale prolungamento delle misure finora in campo.

Approfondisci

TUTTO SUL CORONAVIRUS

Coronavirus, Conte: “Liquidità per 400 miliardi a imprese”

Coronavirus: Conte replica a von der Leyen