bambino che si soffia il naso

Il Coronavirus può essere sconfitto solo attraverso la ricerca medica. lo studio di ogni sintomo che si palesa nei soggetti affetti da questo nemico invisibile può essere dunque utile a comprendere l’entità della malattia per cercare di debellarla.

L’anosmia, la perdita totale della percezione olfattiva, potrebbe essere uno dei segnali che accomuna i pazienti che contraggono il virus, lo ha rilevato uno studio effettuato dall’Università di Padova.

La ricerca condotta a Padova: perdita di olfatto e gusto gusto nel 64,4 % dei pazienti

La difficoltà a percepire gli odori è sempre più spesso segnalata dai soggetti affetti da Coronavirus che però presentano pochi sintomi comuni legati alla malattia.


Una ricerca pubblicata su Jama e condotta dall’Università di Padova (in collaborazione con alcuni studiosi inglesi) ha dimostrato questo fattore di rilevanza, che non va sottovalutato.
L’indagine ha coinvolto un campione di 202 pazienti parzialmente sintomatici, posti nella condizione di isolamento domiciliare. 130 persone (il 64,4%) sono risultate affette da anosmia, correlata spesso anche all’alterazione del gusto.

In tutti i pazienti selezionati, la perdita dell’olfatto e del gusto si palesava prima della manifestazione degli altri sintomi, come l’astenia (condizione di debolezza), la tosse secca o produttiva e la febbre.

Le dichiarazioni dall’Università di Padova

“I dati hanno evidenziato come alterazioni dell’olfatto o del gusto siano frequentemente segnalate da pazienti moderatamente sintomatici con infezione da Sars-CoV-2 e spesso sono il primo sintomo della malattia.”: questa la dichiarazione fornita ad Adnkronos di Paolo Boscolo Rizzo, professore associato alla Clinica di otorinolaringoiatria di Treviso e membro del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova. Ci sono molte persone che hanno pochi sintomi e quindi, pur essendo contagiosi, non si accorgono di avere la malattia.

Quindi, chi soffrisse di anosmia, occorre si metta in auto isolamento: “Poiché soggetti paucisintomatici sono importanti diffusori della malattia, suggeriamo l’auto-isolamento per i pazienti che lamentano un’alterazione dell’olfatto o del gusto, in attesa dell’esecuzione e dell’esito del tampone. Proponiamo inoltre l’inclusione di queste alterazioni negli elenchi dei sintomi pertinenti di Covid-19 riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

La comparsa di tali sintomi quindi potrebbe essere utile ad individuare pazienti affetti da Coronavirus ed a contenere la diffusione della malattia.

Lo studio inglese dedicato all’anosmia

Anche uno studio effettuato in Gran Bretagna e non ancora pubblicato, sostiene che l’incapacità di percepire gli odori è uno dei sintomi del Coronavirus.

Le ricerche sono state applicate su un campione di 1700 persone, di cui 579 sono risultate positive ed il 60% ha manifestato l’anosmia. 6 pazienti su 10 hanno dichiarato di soffrire di perdita di olfatto ed in qualcuno era correlata anche all’alterazione del gusto.
I dati sono stati forniti ai ricercatori attraverso l’applicazione Covid Radar, utilizzata in Inghilterra per rilevare lo stato di salute dei cittadini.
Gli studiosi del King’s College di Londra hanno analizzato i dati raccolti dal 24 al 29 marzo, sottoponendo al tampone il campione prescelto.

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