coronavirus contagi

La battaglia contro il Coronavirus nel mondo si combatte su molti fronti: nelle terapie intensive, nelle case in cui ci si auto-isola, sul fronte economico. Fondamentale però è riuscire a contenere il contagio e il diffondersi della malattia. A tal proposito, un aiuto potrebbe arrivare da una ricerca su un possibile sintomo del Covid-19: la perdita dell’olfatto. Riconoscere questo sintomo prima dell’insorgere della malattia, potrebbe aiutare a far diminuire i contagi.

La ricerca divulgata della società di rinologia

“Un brutto raffreddore” è il modo in cui all’inizio veniva descritto il Covid-19, una malattia in grado di provocare quasi 70.000 contagi e oltre 6.800 morti in Italia.

Il motivo, oltre ad una generale sottovalutazione del problema, stava nei primi sintomi della malattia: febbre oltre 37,5 e problemi respiratori. Il tutto poi degenera, specie in pazienti con patologie pregresse. Una ricerca condivisa dalla British Rhinological Society ora sottolinea un altro aspetto del Covid-19: la perdita dell’olfatto sarebbe un sintomo di contagio da Coronavirus.

Il virus colpirebbe zone precise del cervello

La firma in calce al comunicato riportato dalla società di Rinologia britannica è di Claire Hopkins, ma simili ricerche sono state condotte in altre parti del mondo.

Adnkronos riporta infatti altri 2 articoli scientifici sulla stessa onda, uno sul Journal of Clinical Virology e uno sul Chemical Neuroscience. La risultante sarebbe la stessa: evidenziare come il Coronavirus potrebbe alterare il senso dell’olfatto (anosmia) e del gusto (ageusia) nei contagiati.
Il motivo starebbe nel fatto che alcune particelle del virus arriverebbero sino al cervello, infettando il sistema nervoso centrale e in particolare la zona preposta alle funzioni olfattive.

Conferme anche dagli ospedali in Italia

La ricerca condivisa dalla prof.ssa Hopkins evidenzia come le prove arriverebbero da analisi di pazienti in Cina, Corea del Sud e ovviamente anche in Italia.

In moltissimi casi (fino al 30% in Corea del Sud) si riscontrerebbe infatti una anosmia post-virale, la perdita dell’olfatto dovuta appunto ad un infezione. Un dato, riporta Repubblica, che avrebbe confermato anche Marco Metra della UOC Cardiologia degli Spedali Civili di Brescia. “Quando fai domande sul coniuge di un paziente – le sue parole riportate dal quotidiano – la risposta è: ‘mia moglie ha appena perso il senso dell’olfatto e del gusto ma per il resto sta bene‘”.

Una conferma che nelle scorse ore è arrivata anche da Paolo Maldini, risultato positivo assieme al figlio. Anche lui, in un’intervista, ha sottolineato come ha sperimentato su di sé la perdita di gusto e olfatto.

Riconoscere il sintomo può fermare la catena di contagi

In un’intervista al New York Times, la stessa prof.ssa Hopkins ha sottolineato come questa conferma potrebbe esser fondamentale per contenere il contagio. “Vogliamo aumentare la consapevolezza che questo è un segno di infezione e che chiunque perda il senso dell’olfatto dovrebbe auto-isolarsi“.

Nel comunicato della British Rhinological Society, si sottolinea infine come riconoscendo questo sintomo e scegliendo di auto-isolarsi, “potremmo essere in grado di ridurre il numero di individui asintomatici che altrimenti continuerebbero ad essere vettori“.

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