Cronaca

Coronavirus, Zaia anticipa la fase 2: “La gente vuole andare a lavorare”

Il governatore del Veneto anticipa la fase 2 sulla gestione dell'emergenza Coronavirus
LUCA ZAIA seduto a un tavolo con le mani giunte appoggiate alla scrivania

La gente vuole lavorare, la nostra recessione è la recessione dell’Italia“. È un passaggio della conferenza stampa di Luca Zaia, governatore del Veneto che ha scelto di anticipare la fase 2 nella gestione dell’emergenza Coronavirus (il cui calendario inizia, da disposizioni di Governo, il prossimo 4 maggio).

La decisione del Veneto: via alla fase 2

Da noi la gente vuole andare a lavorare, vuole tornare alla normalità, in sicurezza perché il nemico è dietro l’angolo, ma bisogna fare in modo che si riparta (…).

La nostra recessione è la recessione dell’Italia“.

La cosiddetta fase 2 della gestione dell’emergenza Coronavirus inizia prima in Veneto. Lo ha deciso il presidente della Regione Luca Zaia, che ha spiegato le ragioni del suo giocare d’anticipo” rispetto alla linea tracciata dal Governo sulla ripartenza del tessuto produttivo e sulla graduale uscita dall’isolamento.

L’annuncio di una nuova ordinanza, in vigore dalle 18 del 27 aprile scorso, è arrivato in conferenza stampa e riguarda l’allentamento delle misure restrittive già prima del 4 maggio (data definita dal Dpcm del 26 aprile 2020).

Le ordinanze vanno fatte pensando ai problemi delle persone. A chi da 60 giorni è in casa, ora cominciamo a dire di tornare un minimo alla normalità. Lo avrei fatto prima, ma speravo sempre in un provvedimento nazionale ma vedo che non c’è stato fino a questo punto. Non si capisce cosa possano fare i cittadini dopo il 4 maggio“.

In Veneto si esce e si va a passeggiare dove si vuole nel territorio comunale“. Lo ha ribadito Zaia, che non ha nascosto di sperare che l’esecutivo riveda gli step della seconda fase.

Cosa prevede l’ordinanza di Zaia

Equità oltre che responsabilità – ha detto Zaia durante la conferenza stampa –.

Prima di tutto la salute dei cittadini, ma non abbiamo motivi di pensare che l’uso dei dispositivi di protezione metta a rischio le persone (…). Ma oggi la salute fisica si sovrappone a quella psichica, e molte persone sono in grosse difficoltà. Pensate a chi è solo in casa da 60 giorni. Ci vuole rispetto per chi è in difficoltà“.

Con i provvedimenti firmati dal governatore, si legge nell’ordinanza del 27 aprile scorso, “è consentito lo spostamento individuale per attività motoria e attività all’aria aperta, anche con bicicletta o altro mezzo, in tutto il territorio comunale di residenza o dimora, con divieto di assembramenti e con obbligo di rispetto della distanza di m.

1 tra le persone, salvo quelle accompagnate in quanto minori e non autosufficienti, utilizzando mascherina e guanti o garantendo l’igiene con idoneo liquido igienizzante“.

Si esce di casa senza limitazioni, ha sottolineato Zaia, “almeno nel territorio comunale“.

Ai residenti in Veneto è consentito lo spostamento individuale nella regione per raggiungere le “seconde case di proprietà o imbarcazioni e velivoli di proprietà che si trovano al di fuori del comune di residenza” per tutte le operazioni di manutenzione utili a tutelare i propri beni.

L’ordinanza indica anche che “è ammessa la vendita di cibo per asporto tramite veicolo, senza uscita di passeggeri“.

Negli ambienti di lavoro – si legge nel testo dell’ordinanza – si applica il protocollo firmato dalle parti sociali il 24 aprile 2020 e ogni successiva modifica e integrazione nonché ogni misura relativa agli ambienti di lavoro relativa a settori speciali. È fatto obbligo per tutte le persone, nelle attività economiche e sociali, di distanziamento di un metro, di copertura di naso e bocca con mascherine e di utilizzo di guanti o di igienizzazione delle mani con apposito liquido;

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