Il Ministro Nunzia Catalfo

Nel corso dell’incontro tra il premier Giuseppe Conte e i sindacati, le fonti riferiscono che è intervenuta anche il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha anticipato quali siano i punti che verranno inclusi nel tanto atteso Decreto Maggio, per tutelare i lavoratori e dare un po’ di respiro agli Italiani, strozzati economicamente dall’emergenza Coronavirus.

In arrivo il “contributo di emergenza”

L’incontro in questione con le parti sociali rappresentate da Cgil, Cisl e Uil, è lo stesso in cui Giuseppe Conte ha preannunciato una “brusca caduta del Pil” e le conseguenze economiche future per l’Italia.

Oltre al premier e al Ministro Gualtieri, sarebbe intervenuta anche Nunzia Catalfo, per rendere conto su cosa si stia lavorando in previsione dei prossimi decreti.

Nello specifico, il Ministro del Lavoro avrebbe parlato apertamente della possibilità di introdurre il cosiddetto reddito di emergenza. Stando a quanto riporta TgCom24, verrebbe in realtà ribattezzato “Contributo di emergenza. Tutto ancora da stabilire, in base alle simulazioni che andranno fatte, ma si parla di un bonus da 40-800 euro disponibile per due mensilità, e nel conteggio non andrebbe contato l’Isee, stando a Repubblica.

Al quotidiano, inoltre, il Ministro ha dichiarato che la platea riguarderà “un milione di persone e una spesa tra 1,2 e 1,8 miliardi“.

Prolungato il blocco dei licenziamenti

Oltre a questa misura, però, sarebbero al vaglio anche altri strumenti. Tra questi, la Catalfo avrebbe parlato di “indennizzi per stagionali e autonomi, congedi parentali e bonus baby sitter il cui utilizzo sarà allargato anche a servizi per l’infanzia e centri estivi. In più, sarà prorogato lo stop ai licenziamenti“, stando all’Ansa.

Ai sindacati, il Ministro avrebbe infatti assicurato che col dl Maggio il Governo ha intenzione di prolungare il blocco dei licenziamenti fino a 5 mesi.

Introdotto già con il decreto di marzo, sarà poi prolungato per altri 3, cercando così di tutelare quanti più lavoratori possibili.

L’ipotesi sull’orario di lavoro

L’agenzia Agi riferisce inoltre che la Catalfo avrebbe avanzato anche un’altra ipotesi ai sindacati. Si valuta infatti la possibilità di cambiare l’orario del lavoro, di ridurre il monte ore lavorativo mantenendo però lo stesso salario. Le ore rimaste fuori, verrebbero spese in percorsi di formazione.

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