Il premier Giuseppe Conte

L’Italia della Fase 2 si stringe (metaforicamente) e si prepara a fare scudo contro l’emergenza Coronavirus. Le misure sono state allentate, ma a preoccupare non è solo il calo dei contagi e dei morti, quanto quello del Pil e tutti gli altri fattori che preannunciano un futuro tremendamente difficile dal punto di vista economico. A sottolinearlo è stato anche il premier Giuseppe Conte.

Il messaggio di Conte ai sindacati

Le parole di Conte sulla situazione economica che aspetta l’Italia sono state riferite durante un incontro con i sindacati di Cgil, Cisl e Uil.

In Senato Matteo Salvini aveva accusato il premier di essere in qualche modo “ostaggio” dei sindacati, ma per far ripartire il Paese e trovare il giusto equilibrio tra necessità di ripartire e tutela dei lavoratori, è necessario e fondamentale un colloquio con le parti sociali.

A loro, stando a quanto trapelato, Conte avrebbe assicurato un “intervento cospicuo ma certo non sarà la panacea di tutte le conseguenze negative che stiamo vivendo, ma stiamo facendo il possibile per limitare i danni“. Non nasconde quindi le difficoltà che, nel prossimo futuro, ci ritroveremo a fronteggiare.

Previsto un deciso calo del Pil

Il passaggio più significativo dell’incontro che viene riportato da numerose fonti, è quello relativo al Pil, il prodotto interno lordo dell’Italia. Gli esperti hanno previsto che il calo del Pil sarà vicino al -8%, una cifra drammatica che per Conte “si potrebbe contrarre ulteriormente“, stando a quanto riferisce Ansa. Per questo, Conte si sarebbe rivolto ai sindacati dicendo: “dobbiamo tutti rimboccarci le maniche“, perché in arrivo ci sarebbe appunto una “brusca caduta del Pil“. E ancora: “Per far ripartire davvero il Paese dobbiamo fare un ‘patto sociale’ per coniugare modernità e equità“.

I capisaldi da cui ripartire

Il Governo è al lavoro sul nuovo Decreto Aprile, nel frattempo diventato Maggio. Sono necessarie tante manovre, per aiutare imprenditori e al contempo tenere in piedi la stabilità del Paese. Per questo Conte, assieme al Ministro Gualtieri, ha chiesto ai sindacati di avviare un “tavolo progettuale con le parti sociali“. Uno spazio di lavoro in cui “definire forme contrattuali innovative e adeguate a nuove forme di lavoro” che possa rilanciare la crescita in tutti i settori, dalla pubblica amministrazione ai privati.

Conte li ha definiti “i capisaldi su cui lavorare insieme. Un punto di partenza è necessario, altrimenti la flebile gioia per il calo dei contagi e l’allentamento delle misure nella Fase 2 sarà messa a tacere dalla crisi economica.

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