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I carabinieri di Saronno, comune in provincia di Varese, hanno arrestato un 49enne commerciante della zona. È accusato di numerosi reati, tra cui violenza sessuale su minori e spaccio di droga. Aveva messo in piedi un sistema con cui riusciva a circuire le vittime, quasi tutte minorenni, e abusare di loro.

Abusava di minorenni in cambio di droga

Come riportano numerose fonti locali, ad essere arrestato dalla compagnia dei Carabinieri di Varese è Luca Banfi, 49enne commerciante in un negozio di cannabis light e abbigliamento. A suo carico numerosi e pesantissimi capi d’accusa: avrebbe abusato sessualmente di 11 giovani vittime di età compresa tra 14 e 18 anni.

Il tutto con un collaudato metodo di adescamento ed estorsione: le fonti riportano che il 49enne adescava le vittime nel suo negozio e li invitava a casa sua per fumare della marijuana. Dopo, però, partivano estorsioni e minacce.

Banfi, si apprende, tramite la scusa di debiti per la droga costringeva i minorenni a veri e propri abusi sessuali. Sul suo telefono e computer, i Carabinieri avrebbero trovato numeroso materiale pedopornografico.

Tra le vittime anche un minore con problemi psichici

I fatti sarebbero stati confermati da molte delle vittime stesse.

Una di loro, riportano le fonti, avrebbe anche subito una rapina: Banfi avrebbe usato una pistola per farsi consegnare il telefono. A rendere ancora più drammatica la vicenda, inoltre, il fatto che tra le 11 vittime finora accertate ci sarebbe anche un minore con problemi psichici.

Banfi ora risulta arrestato per violenza sessuale su minori, spaccio di droga (8 i kg di marijuana trovati a casa sua secondo le fonti), ma anche detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione minorile.

Era già stato arrestato nel 2018

Ad accelerare le indagini, sarebbe stato il passato del 49enne di Saronno. L’uomo, riferisce SkyTg24, era stato arrestato nel 2018 per detenzione di materiali stupefacenti. In quell’occasione le indagini avevano portato alla scoperta delle foto di minorenni nudi sul telefono. Da qui l’identificazione delle vittime, gli interrogatori protetti e la formulazione delle accuse.

Banfi era tornato in libertà 4 mesi fa, dopo aver scontato parte della prima pena in carcere e quindi ai domiciliari. L’esito delle indagini, però, avrebbe convinto gli inquirenti a procedere nuovamente al suo arresto.