franco di mare primo piano

Il Cda della Rai ha dato il via alle nuove nomine, in particolare per quanto riguarda la direzione di Rai3 e Tg3, dopo mesi di trattative tra le due forze di maggioranza al governo, PD e Movimento 5 Stelle. A guadagnare però, più che i dem, è stata Italia Viva, che ha visto confermato Mario Orfeo. A perdere come sempre sono state le donne, che hanno visto sfumare le posizioni dirigenziali a favore dei colleghi maschi ancora una volta.

I direttori non sono infatti stati nominati senza polemiche, sia da parte del consigliere Rai Riccardo Laganà sia da parte delle associazioni e sindacati dei giornalisti.

Franco Di Mare nuovo direttore di Rai 3

L’ex inviato di guerra, volto storico di Unomattina e La Vita in Diretta, è stato nominato nuovo direttore di Rai3. Franco Di Mare sarebbe stato il pegno per far andar giù ai pentastellati la nomina del renziano Mario Orfeo al Tg3, nome su cui c’erano stati scontri in maggioranza. L’ex direttore del Tg1 e del Tg2 è stato infatti bersaglio del Movimento sin dal 2017, ma alla fine ha spuntato la direzione del tg della terza rete.

Gli altri cambi di vertice

Torna in scena Teresa De Santis, ex direttrice di Rai 1 in quota Lega bruscamente andata via da Viale Mazzini. A lei la direzione di Rai Com, di cui ad sarà Angelo Teodoli dal primo giugno, quando scadrà il contratto di Monica Maggioni, intenzionata a tornare a condurre un programma di approfondimento in seconda serata.

Rai Way sarà invece guidata dal manager Giuseppe Pasciucco, ad Aldo Mancino, mentre per Rai Cinema confermati i vertici. Simona Sala sarà la prima donna a dirigere Radio Rai 1 e i Giornali Radio.

“Ennesima ignobile spartizione”

Riccardo Laganà, consigliere di amministrazione Rai eletto dai dipendenti, si è scagliato duramente contro le nomine decise dall’ad Fabrizio Salini. Laganà ha definito le nomine una “brutta pagina della storia del servizio pubblico“, commentando con Adnkronos il risultato. “L’ad ci ha chiesto di ‘ratificare’ incarichi per la maggior parte decisi fuori dalla Rai, frutto dei soliti accordi politici tra partiti“, spiega il consigliere, “Una mera spartizione per la conquista di un paio di direzioni“.

Saltano le quote di genere

A pesare sono anche le sostituzioni delle neo direttrici Silvia Calandrelli a Rai 3 e Giuseppina Paterniti al Tg3 con Franco di Mare e Mario Orfeo.

Le Commissioni Pari Opportunità della Fnsi, dell’Usigrai, dell’Odg e dall’associazione Giulia Giornaliste commenta amaramente: “Ancora una volta sono le donne a essere sacrificate sull’altare della lottizzazione politica. È ora di dire basta. Non accettiamo che, in piena fase di emergenza Covid, oltretutto, la preoccupazione dei partiti sia quella di spartirsi posti nella tolda di comando del servizio pubblico, dove già la rappresentanza di genere è vergognosamente ridotta al lumicino“.

Nel comunicato si continua chiarendo che a fare le spese dei nuovi accorsi sono “le uniche due donne ai vertici di una rete, Rai 3, Silvia Calandrelli, e di un Tg, il Tg3, Giuseppina Paterniti, tg premiato dagli ascolti e apprezzato per equilibrio e qualità.

Si vuole una Rai monocolore dal punto di vista del genere?“.

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