cuffie appese a un tubo in ferro

Sono molti i rischi per l’incolumità personale che è necessario scongiurare quando ci si trova a svolgere le mansioni sul posto di lavoro. Bisogna prendere le dovute precauzioni, che riguardano sia i DPI (dispositivi di protezione individuale) sia gli aspetti legati alla formazione specifica impartita agli operatori. Occorre proteggere piedi, mani e volto da qualsiasi possibile pericolo: in questo senso riveste un’importanza cruciale la preventiva valutazione del rischio, che spetta al datore di lavoro. Sempre quest’ultimo sarà anche tenuto a mettere a disposizione i mezzi necessari a portare correttamente a termine i lavori.

Tra i fattori che maggiormente possono arrecare danni permanenti al corpo ci sono i forti rumori, per lavorare a stretto contatto con i quali diventa imprescindibile ricorrere a dispositivi ad hoc. Gli strumenti antirumore come le cuffie, assieme agli altri accessori per l’antinfortunistica (guanti, scarpe, indumenti ad alta visibilità), possono essere facilmente reperiti nelle vetrine online come questa. Le cuffie rappresentano un presidio di sicurezza assoluto, dal momento che – oltre a garantire un alto livello di concentrazione – consentono di salvaguardare l’udito da danni e disturbi (soprattutto quando l’esposizione ai rumori è di tipo prolungato).

La normativa interviene prevedendo l’utilizzo obbligatorio di dispositivi specifici come le cuffie antirumore per tutti quei lavoratori che siano sottoposti a una soglia di rumore superiore agli 80 Decibel. Le cuffie consentono di ottenere un alto livello di isolamento acustico, riducendo l’impatto del rumore. Sono perfette in tutti quei settori nei quali il rischio sia particolarmente elevato e costante, per esempio industrie con macchinari a ciclo continuo, officine e falegnamerie ma non solo.

La valutazione del rischio e le tipologie di cuffia protettiva

Per effettuare la corretta scelta delle cuffie antirumore da indossare sul posto di lavoro bisogna mettere a fuoco non soltanto comfort e praticità: l’individuazione del modello si lega in primis all’intensità dello specifico rumore che si vuole attutire (o eliminare).

Bisogna ricorrere a una misurazione del suono direttamente nell’area di lavoro, sia che si tratti di un ambiente chiuso oppure aperto. Con uno strumento apposito viene calcolata la pressione delle onde sonore espressa in Decibel, per stabilire quale sia il grado di intensità sonora relativamente alla sensibilità dell’orecchio umano. Le misurazioni devono essere precise e fatte a regola d’arte perché da esse dipende la scelta del DPI e delle sue caratteristiche, per la riduzione (totale o parziale) del disturbo.

Le tipologie di cuffie sono molte: ci sono quelle con microfono e radio oppure quelle passive che prevengono diversi tipi di rischio acustico. In genere questi DPI sono particolarmente leggeri, del peso inferiore a 300 grammi: sono provviste di paraorecchie, in gommapiuma oppure di schiuma. Morbidezza e comodità sono importanti, specie quando occorre lavorare con le cuffie per molte ore di seguito al giorno e si vogliono scongiurare emicranie. Tra i modelli più diffusi e utilizzati ci sono le cuffie circumaurali (voluminose, circondano l’orecchio con le imbottiture e proteggono il padiglione), le cuffie auricolari (altoparlanti da inserire nel canale uditivo, perfetti per ridurre i rumori meno intensi) e le cuffie sovraurali (non avvolgono l’orecchio, poggiando sulla parte superiore.

Attutiscono poco il rumore e sono meno adatte a un utilizzo prolungato).