Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

La prima udienza del processo per l’omicidio a Luca Sacchi aveva già visto un colpo di scena: sono infatti emersi alcuni messaggi scambiati tra Luca Sacchi e la fidanzata Anastasiya che sembrano mostrare come Luca sapesse dello scambio di droga che stava per avvenire.

Oggi, gli avvocati della famiglia Sacchi hanno smentito che Luca conoscesse i suoi assassini e che avesse a che fare con le attività illecite in cui era presuntivamente coinvolta la fidanzata.

Le dichiarazioni dei legali

È Ansa a diffondere le dichiarazioni del team legale che assiste i Sacchi: “Gli sms con Anastasiya dimostrano, ancora una volta, quello che abbiamo sempre temuto.

La ragazza dice che per mantenersi dovrebbe fare la prostituta. Luca per troppo amore, sembra quasi giungere ad un compromesso, chiedendole di non strafare e di non fare niente senza di lui. Nei due sms Luca faceva riferimento a un “piano”, intimando Anastasiya di non agire senza di lui.

Luca Sacchi era nello stesso quartiere degli assassini

Un altro dettaglio emerso era l’agganciamento dei cellulari di Anastasiya e Luca alle celle telefoniche di Casal monastero, il quartiere dove vivono gli attuali imputati.

Il dettaglio porta a pensare che Sacchi e la ragazza abbiano incontrato, cinque giorni prima dell’omicidio, le persone con cui sarebbe poi dovuto avvenire lo scambio di droga. 

I legali: “Non risulta che conoscesse i suoi killer”

Anche su questo punto, gli avvocati non sono d’accordo: “Dai nuovi atti d’indagine non risulta assolutamente che Luca conoscesse i suoi killer e che ci fosse stato un incontro. Emerge, che è cosa ben diversa, l’aggancio della cella del telefono di Luca Sacchi ad un ripetitore di Casal Monastero, e tra lui e gli altri soggetti non vi è mai stato alcun contatto telefonico.

Proprio in quella zona vi sono scuole di arti marziali e Luca, in qualità di personal trainer, era solito proporsi in queste strutture, ragion per cui non è da escludere che lui si fosse recato lì per questo motivo”.

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