Primo piano di Giorgia Meloni

Finisce davvero l’incubo stalking per Giorgia Meloni. L’uomo che per diverso tempo ha perseguitato la leader di Fratelli d’Italia con messaggi minatori ed illazioni è stato condannato a 2 anni: è stato anche riconosciuto un vizio parziale di mente.

Chi è lo stalker

Un uomo mai visto, mai incontrato, eppure ha costretto la sua vittima, Giorgia Meloni, a cambiare le sue abitudini. Lui è Raffaele Nugnes ed è stato arrestato nel luglio 2019 dalla Digos. L’uomo è stato messo ai domiciliari.

Giorgia Meloni è stata presente in aula davanti al processo.

Lo scorso 29 gennaio ha raccontato di come i rapporti con l’uomo fossero praticamente nulli: “Io non l’ho mai incontrato né a Garbatella né in altri posti di Roma. Ma dalla lettura di quei messaggi che mi sono stati segnalati la mia vita è cambiata”.

La paura per la figlia

Al tempo la grande preoccupazione della politica era stata soprattutto il fatto che fossero state fatte dallo stalker delle insinuazioni sul fatto che la figlia della donna fosse sua: “La cosa che mi ha preoccupato di questa vicenda non è tanto di avere uno stalker io, ma l’attenzione ossessiva di questa persona verso mia figlia.

E’ una cosa che mi ha preoccupato, ma gli inquirenti sono stati bravissimi perché sono stati tempestivi, quindi ovviamente grazie a loro per il lavoro che stanno facendo. Mi sento molto tranquilla ad avere servitori dello Stato e persone che sono così presenti sulle dinamiche, mi pare davvero un lavoro ben fatto”.

Il legale soddisfatto della pena

L’avvocato Urbano del Balzo, che ha seguito il caso ed assistito Meloni, ha dichiarato a Il Fatto Quotidiano di ritenere la sentenza giusta.

L’infermità parziale di mente fa anche sì che oltre ai due anni di carcere l’uomo debba anche passare un anno presso una struttura specializzata in cure psichiatriche.

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