Morto Alberto Alesina, economista, editorialista ed insegnante ad Harvard

Alberto Alesina aveva 63 anni. Il famoso economista e docente della prestigiosa università di Harvard ha avuto un infarto fulminante durante un’escursione in compagnia della moglie Susan, negli Stati Uniti. Nel corso della sua fortunata carriera ha scritto diversi saggi, ma anche numerosi articoli per il Sole 24 Ore e per il Corriere della Sera, commentando i grandi eventi economici degli ultimi anni. Tanti colleghi e “discepoli”, in tutto il mondo, piangono la sua prematura scomparsa. Paolo Gentiloni, oggi Commissario europeo all’economia, lo ricorda con queste parole: “I suoi studi e le sue idee hanno arricchito il nostro dibattito economico”.

Carriera di successo e una passione per la montagna

Il professore Alesina un mese fa aveva ricevuto il prestigioso Premio Hayek. Ha avuto una carriera brillante e ricca di successi. Quando non aveva ancora 40 anni, nel 1990 l’Economist lo inserì nella lista dei migliori 8 giovani economisti al mondo. Originario di Broni (Pavia), classe 1957, si diplomò al liceo classico Berchet di Milano, per poi proseguire gli studi alla Bocconi. Dopo la laurea, nel 1981, diede il via alla sua lunga carriera accademica in America.

Dal 2003 al 2006 ha diretto il dipartimento economico di Harvard ed è stato visiting professor alla Bocconi di Milano. Come ha twittato il collega David Wessel, la causa della morte è stata molto probabilmente un infarto fulminante durante un’escursione. Alesina e la moglie Susan condividevano una grande passione per la montagna. L’Istituto Bruno Leoni ha in seguito confermato la triste notizia.

Le ricette del prof. Alesina a sostegno dell’economia

Alesina era noto non solo per il grande prestigio acquisito in ambito accademico, ma anche per le sue partecipazioni televisive e per gli editoriali giornalistici.

Negli scorsi anni, era entrato anche in lizza fra i possibili vincitori del Nobel per l’economia. Sosteneva l’austerità espansiva per sostenere l’economia durante le emergenze. Alesina era convinto che per favorire la crescita fosse più utile tagliare la spesa, le grandi opere e fare riforme, piuttosto che aumentare la tassazione. Durante la crisi della Grecia, non aveva nascosto le sue critiche alla gestione europea dell’emergenza. Sulla crisi italiana, insieme al collega e amico Francesco Giavazzi, aveva realizzato un decalogo a sostegno dell’economia.

Sosteneva inoltre la necessità di favorire l’occupazione delle donne, di eliminare alcuni privilegi agli ordini professionali e di riformare il sistema pensionistico.