Bambina che cammina con lo zaino in spalla

Una bambina di quasi 5 anni si ritrova in questo momento in una situazione di disagio al limite dell’assurdo: la piccola, che vive con il padre nel Lazio, non vede il volto della madre -che vive in Sardegna- da oltre 3 mesi. Neanche per via telematica.

Il caso, che sta avendo grande risonanza nella regione della donna, è arrivato all’attenzione della Garante per l’Infanzia della Regione Sardegna, Maria De Matteis, che ha preso contatti con il garante della Regione Lazio, Jacopo Merzetti per indagare sulla vicenda.

Nessuna visita e neanche le videochiamate

The Social Post ha contattato il legale della donna, l’avvocato Cristina Puddu, per capire meglio gli sviluppi della vicenda.

La piccola fino a 3 mesi fa aveva potuto incontrare la madre in momenti non privati bensì nella dimensione protetta di una casa famiglia, mentre vive con il padre: “A questa situazione si è aggiunta l’emergenza Covid che ha portato all’interruzione degli incontri diretti, perché la casa famiglia ha dato disposizioni tali per cui non era più consentito l’ingresso presso la casa. Noi però lamentiamo il fatto che non siano state garantite nemmeno le videochiamate“.

Nessun problema tecnico alla base del problema

Non ci sarebbero problematiche tecniche alla base dell’assenza di contatti audio-visivi: “Sarebbe stato molto agevole farle tramite il telefono con cui la bambina fa le chiamate alla madre, un cellulare ovviamente in dotazione al padre. Il padre non ha dato il suo consenso in maniera arbitraria“.

Il ruolo dei servizi sociali

Da parte dell’assistente sociale non ci sarebbe stato un contributo attivo nell’andare dal padre e gestire la problematica:L’assistente sociale del servizio sociale del comune non ha provveduto ad intervenire presso il padre, ed ha sempre rimandato le mie istanze all’autorità giudiziaria, che però sappiamo benissimo che aveva sospeso l’attività nel periodo d’emergenza”.

L’assistente sociale, in questo frangente, era competente a intervenire presso il padre affinché, con un minimo di buon senso, acconsentisse alla videochiamata“. Si tratta alla fine di una modalità di comunicazione ormai estremamente diffusa e che in questo periodo è stata utilizzata in diverse, e ben più estreme, circostanze: La videochiamata è stata concessa anche ai detenuti, e se è il carcere a consentire una comunicazione del genere, vuol dire che l’emergenza giustifica questa nuova modalità”.

La piccola vuole vedere la madre

Pare sia peraltro confermata la volontà della bambina di vedere la madre: È la bambina stessa che chiede di vedere la mamma, perché oltretutto la piccola è già in grado perfettamente di fare una videochiamata e sarebbe comunque stata sotto la supervisione del padre”.

Caligaris: “Contorni drammatici per la piccola”

Sul caso è intervenuta anche Maria Grazia Caligaris dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, che a Unione Sarda ha commentato quanto la situazione sia rischiosa a livello emotivo per la piccola: “Sta assumendo contorni drammatici per la piccola, potrebbe infatti manifestare crisi di panico, non sentendosi sufficientemente accudita dalla mamma.

La situazione deve essere chiarita al più presto, perché sembra configurarsi una pratica non solo illegale, in quanto lede un diritto, ma pesantemente dannosa per una creatura il cui equilibrio psico-fisico è già stato sottoposto a pesanti prove”.