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Tra i punti più attesi del cosiddetto Decreto Rilancio annunciato poche settimane fa dal premier Conte, il reddito di emergenza è la misura che punta ad aiutare concretamente milioni di famiglie italiane. Sul suo funzionamento, si è espressa l’INPS, che ha specificato come funzionerà e a chi sarà destinato. Per iniziare, non sarà richiedibile singolarmente da ogni singolo membro della famiglia, ma riguarda l’intero nucleo familiare.

La misura in aiuto delle famiglie durante la pandemia

Già dall’inizio dell’emergenza Coronavirus si è iniziato a parlare di una misura estrema ma per molti necessaria come un reddito di emergenza.

Dopo il lockdown di tutta Italia, che ha costretto a fermare milioni e milioni di persone, le prime misure sono state dedicate a lavoratori dipendenti e autonomi, quest’ultimi destinatari di un bonus da 600 euro pur criticato. Da questo pool, tuttavia, sono rimaste escluse ancora migliaia di famiglie in difficoltà.

Per loro è stato pensato il reddito di emergenza, misura introdotta nel Decreto Rilancio con l’articolo 82. L’INPS, sul proprio sito, ha chiarito termini e condizioni per richiederlo.

Chi può chiedere il reddito di emergenza

Come per molte altre misure che riguardano l’intervento della previdenza sociale italiana, farà fede la Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE, atto a verificare che il richiedente abbia effettivamente i requisiti per ottenere i soldi a disposizione.

Oltre a questo, per fare domanda bisognerà presentare anche il reddito familiare e il patrimonio immobiliare.

L’ISEE deve essere inferiore a 15.000 euro; il reddito familiare deve essere inferiore all’ammontare di quanto si prenderebbe con il reddito di emergenza; infine il patrimonio immobiliare, riferito al 2019, deve essere inferiore a 10.000 euro (con +5.000 euro per ogni membro del nucleo familiare o componenti con gravi disabilità).

Quanti soldi si possono avere a famiglia

Il totale ottenibile da ogni famiglia, è frutto di un calcolo che ha come base di partenza la somma minima ricevibile: 400 euro. È questo il caso di una famiglia di un singolo membro. Al moltiplicatore va però aggiunto uno 0,4 per ogni componente maggiorenne, più un ulteriore 0,2 per ogni minorenne, fino a un massimo di 2,1 se nella famiglia ci sono gravi casi di disabilità.

Calcolatrice alla mano, questo significa che il massimo che si può avere dal reddito di emergenza è 840 euro.

Un caso, questo, che riguarda però famiglie composta da 3 adulti, di cui uno disabile grave, e 3 minorenni. Nel caso più comune di una famiglia con 2 genitori e 2 figli minorenni, invece, la cifra massima è di 720 euro.

Chi è escluso e il termine della domanda

Non tutti potranno accedervi: sono esclusi infatti coloro che hanno già usufruito di altre forme di aiuto per contrastare l’emergenza Coronavirus. Tra questi, titolari di partita Iva con gestione separata, lavoratori stagionali e dello spettacolo, dipendenti, lavoratori domestici e tutti coloro che percepiscono già altra pensione o Reddito di Cittadinanza.

Il reddito di emergenza è una misura pensata al momento per i prossimi due mesi e dipenderà dalla presentazione della domanda (quindi può riguarda o maggio-giugno o giugno-luglio). C’è tempo al massimo fino a 30 giugno e va presentata tramite il sito dell’INPS.

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