Valentina Chapellu, bimba di 17 mesi, morta dopo esser stata dimessa dall'ospedale di Aosta, che ora chiede ai genitori di pagare il ticket

Non solo piangono la prematura scomparsa della loro bambina, a soli 17 mesi, ma ricevono pure il sollecito dell’ospedale a pagare il ticket. È quello che è successo ai genitori di Valentina Chapellu, ad Aosta. Il papà Yves, dopo mesi di silenzio, ha deciso di sfogarsi su Facebook: “E io dovrei pagare 30€ di ticket per aver portato mia figlia al pronto soccorso, sentendomi dire che era solo influenza, ed averla poi riportata a casa ridotta a cenere dentro un contenitore?”, si chiede l’uomo. Già, perché Valentina era stata dimessa 4 volte, poi è entrata in coma e non si è più svegliata.

Negli stessi giorni, a Viterbo, una ragazza di 16 anni incontrava un destino analogo.

La rabbia dei genitori di Valentina Chapellu

Fino ad ora non ho mai pubblicato o commentato nulla sulla tragedia che ha colpito la mia famiglia nel mese di febbraio, ma oggi mi sento in dovere di farlo”, scrive Yves Chapellu sulla sua pagina Facebook. Il 17 febbraio scorso la sua bambina, di appena un anno e mezzo, è morta dopo 5 giorni in coma.

Valentina aveva iniziato a star male già da gennaio, così i genitori l’avevano portata più volte al pronto soccorso. Ma la piccola, scrive il padre, non avrebbe “mai ricevuto visite più approfondite o un ricovero ospedaliero”. La sera dell’11 febbraio Yves porta Valentina ancora una volta all’ospedale Beauregard di Aosta, ma i medici la dimettono di nuovo. Il giorno seguente la piccola entra in coma dopo un arresto respiratorio, viene trasportata in gravi condizioni all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove muore pochi giorni dopo. I genitori hanno quindi deciso di sporgere denuncia.

L’Usl si scusa per la richiesta di pagamento del ticket

La procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo nei confronti dei 4 pediatri che hanno visitato Valentina. Quello che però ha irritato maggiormente il padre della piccola defunta è stata la richiesta di pagamento del ticket. “Trovo alquanto vergognoso e disgustoso ricevere oggi un sollecito per il mancato pagamento del ticket sanitario per l’accesso al pronto soccorso dell’11 febbraio. Voglio sottolineare che il ticket sanitario è stato emesso in CODICE BIANCO e a distanza di un giorno Valentina si è trovata in coma, altro che codice bianco!

Sono basito”. In seguito alla denuncia su Facebook, il commissario Usl Angelo Pescarmona si è scusato a nome dell’azienda. Ci dispiace molto. Sono quelle pratiche che partono automaticamente, e chi ha firmato ne vede talmente tante e non poteva certo immaginare che si trattava di questo caso. Ora provvederemo subito ad annullare la richiesta di rimborso della prestazione”.