fosse comuni a new york notizia smentita solo parzialmente

Nei giorni in cui il governo tira le prime somme sull’utilizzo dell’app Immuni, un nuovo focolaio di Covid-19 spaventa la Capitale.

Pare infatti che alla struttura San Raffaele di Roma sia esploso un piccolo focolaio di coronavirus, che sta preoccupando Roma.

Fatti tamponi a pazienti, medici e dirigenti

Per ora si parla di 41 casi di coronavirus, emersi da controlli a tappeto presso la San Raffaele Pisana, casa di cura e riabilitazione romana.

Sono stati effettuati 700 tamponi, sia ai pazienti della struttura che al personale ed ai dirigenti: visto l’alto numero di contagi è stato deciso di procedere anche con un’indagine epidemiologica.

Struttura isolata militarmente

Si prevede, nei prossimi giorni, che venga effettuato il tampone anche sui pazienti che sono stati dimessi di recente, e si è provveduto ad isolare la struttura.

Test per chi è a rischio

Sul portale “Salute Lazio” è stato pubblicato un annuncio al fine di fare i test a più persone “a rischio” possibili: “Tutti i pazienti dimessi dall’Irccs San Raffaele Pisana dal 18 maggio e i loro contatti stretti, sono pregati di recarsi presso i ‘drive in’ di Casal Bernocchi o del Forlanini (orario 9-18), per eseguire dei test di controllo”.

I test vengono effettuati solo in zona Piazza Carlo Forlanini, e si sta considerando il rischio che le code per effettuare i test possano trasformarsi in assembramenti.

Le parole della regione

La Stampa ha riportato le parole dell’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato: “La gestione del focolaio è stata tempestiva e al momento è sotto controllo, ma non dobbiamo abbassare la guardia”. Prudente ottimismo nei confronti della gestione del coronavirus: “ Al momento il focolaio è circoscritto e l’ipotesi maggiormente accreditata circa il caso indice è riferita ad alcuni operatori, siamo però in attesa delle conclusioni dell’audit”.

La smentita della struttura

La struttura, intanto, avrebbe smentito l’ipotesi che il focolaio sia partito dagli operatori, sempre riportato da La Stampa: “Contrariamente a quanto riportato nelle comunicazioni regionali, dai dati in possesso della struttura e messi a disposizione della Asl sembra emergere una origine derivata dall’invio di pazienti già positivi da parte di alcuni presidi ospedalieri”.

Parte la sperimentazioni di Immuni

Mentre in posti che Roma torna la paura e regioni come la Lombardia si sentono ancora nell’occhio del ciclone, arriva l’app immuni, che da oggi verrà sperimentata in 4 regioni.

Paola Pisano, ministro dell’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, ha parlato dell’app ad Uno Mattina su Rai Uno, spiegandone le potenzialità: “Consiglio di scaricarla, è utile in questo momento di ripresa delle attività per muoversi in sicurezza, tutelare noi stessi e impedire la nascita di nuovi focolai”.

L’app è quindi uno strumento importante oggi, ma fondamentale domani: “strumento digitale importante per proteggere noi stessi e le persone che ci sono care. Un aiuto per muoversi con più sicurezza in questo momento di ripresa, riducendo possibili nuovi focolai sul territorio”.

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