Violante Guidotti Bentivoglio

Nel 2017 Violante Guidotti Bentivoglio, moglie dell’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, ha scoperto non solo di essere affetta da leucemia, ma anche di avere un tumore al seno. Un duro colpo che ha messo alla prova le sue certezze come donna, moglie e madre. Da questa esperienza, che lei stessa ha deciso di raccontare in un’intervista al settimanale Io donna, è nata la collaborazione con Komen, l’organizzazione non-profit dedicata alla lotta ai tumori del seno: “Ora, dopo il lockdown imposto dalla Covid 19, ritornare a fare gli screening per il tumore del seno è ancora più importante – ha dichiarato – Non dimentichiamoci mai della prevenzione perché è quella che salva la vita”.

L’importanza del rapporto con gli altri

Manager della comunicazione finanziaria, con tre figli piccoli avuti da Carlo Calenda, Violante Guidotti ha dovuto rivedere le proprie priorità, riscoprendo l’importanza dell’empatia e della solidarietà: “Ho scoperto sulla mia pelle che senza le compagne di stanza, malate come me, il tumore non avrei potuto affrontarlo – racconta nell’intervista – La compagna di stanza (ne ho avute quattro, con cui è rimasto un rapporto fortissimo) è la persona che più di tutti capisce cosa stai provando e tu comprendi che la malattia non si può vivere in solitudine”.

“La malattia non è solo buio”

Uno degli effetti della malattia è stato proprio il bisogno di comunicare con gli altri, di non rinchiudersi in se stessa. La famiglia, da questo punto di vista, ha ricoperto fin dall’inizio un ruolo fondamentale: “Avere accanto chi riesce a guardare a te per quello che tu eri e a trattati per quello che tu eri, è importantissimo – confessa ancora la Guidotti – La malattia non è solo buio.

La mia fortuna è stata che Carlo e la mia famiglia si sono ammalate con me. Non succede sempre, perché la malattia è qualcosa di spaventoso non solo per chi la vive ma anche per chi ti sta accanto”.

Comunicare la malattia

Spesso ci si sente dire che la malattia è in grado di rendere le persone più forti, più consapevoli di come migliorare gli aspetti della propria vita. A volte si tratta solo di una frase fatta, perché poi la realtà quotidiana può essere molto peggiore.

Per Violante Guidotti questa esigenza di comunicare la malattia è andata oltre alla semplice sfera familiare: “A chi raccontare come ti senti dopo aver fatto la chemio, che cosa vuol dire perdere i capelli, che cosa provi a vedere un seno stravolto dai punti dopo un intervento? Se non ci sei passato, per immedesimarsi in questa situazione ci vuole un’ intelligenza straordinaria”.

Proprio per far capire agli altri un’esperienza tanto negativa, per raccontare e spiegare non solo la sofferenza, ma anche che in fondo al tunnel può esserci la luce, è così arrivata la collaborazione con Komen Italia, un punto di rifermento per le donne colpite da tumore al seno: “Io ho scelto di raccontare la malattia perché è fatta di alti e bassi – conclude Violante Guidotti nell’intervista a Io donnadi momenti terrificanti ma anche di altri in cui splende il sole”.

(Immagine in alto: Facebook / komenitalia)