Primo piano di Stefano Elio Belisari

Stefano Belisari, alias Elio degli “Elio e le Storie Tese”, ha rilasciato una dura testimonianza riguardante il lockdown da Coronavirus. Il cantante infatti è padre di un figlio affetto da autismo e durante il periodo di quarantena, Elio, come molti altri genitori, si è sentito abbandonato.

Elio: “Hanno lasciato soli noi, genitori di disabili”

Chi non ha il figlio autistico non si preoccupa di chi ha l’autismoha dichiarato Elio durante la diretta organizzata per l’evento Civil Week Lab, 2 giorni dedicati alla solidarietà organizzato e trasmesso dal Corriere della Sera.

Elio ha poi continuato, stando a quanto riportato da numerose fonti: “Se si parla di autismo il primo aspetto che bisogna trattare è l’informazione. Quella sensazione di paura, di angoscia, di imprevedibilità legata al Covid, che è stata vissuta da tutti, ma che prima o poi terminerà, nel caso dell’autismo non termina mai“. E si sfoga: “Noi genitori di disabili siamo stati lasciati soli nel lockdown“.

La chiusura dei centri disabili

Nonostante un alto numero di organizzazioni assistenziali non siano state sospese, una gran quantità di famiglie ha purtroppo dovuto constatare la chiusura dei centri disabili diurni.

Di conseguenza molti figli, con problemi legati all’autismo, hanno interrotto i rapporti con i propri educatori e terapisti. Vista la situazione, i loro genitori hanno tentato in qualche modo di sopperire a queste pesanti assenze.

Il cantante ha potuto dunque discutere di questa problematica: “Ormai chi vive in questo stato ha un’armatura e affronta tutto. Però non c’è stata attenzione alle esigenze di chi ha un figlio autistico. E se si interrompono le terapie a casa, come è accaduto, si perde del tempo che non torna più“.

Un messaggio di speranza

Ritornando alla questione sull’assistenza, il frontman della band scioltasi nel 2018 ha aggiunto ancora: “Ho realizzato quanti miglioramenti ha fatto mio figlio con assistenza a casa tutti i giorni […] Quelli come me possono farlo, ma c’è una quantità enorme di persone che non può e vede crescere il proprio figlio con un sacco di difficoltà“.

A fronte di queste intense parole, che vogliono sottolineare certe disparità sociali, il musicista ha voluto dare un messaggio di speranza: “Dopo questa esperienza del Coronavirus, forse le persone potranno capire meglio chi ha un figlio autistico“.

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