Melania Trump

Un nuovo libro scritto da Mary Jordan, giornalista premio Pulitzer del Whastington Post, offre un ritratto di Melania Trump molto diverso da come solitamente appare. La First Lady degli Stati Uniti è descritta come una donna ambiziosa e determinata proprio come Donald Trump e rivela che, nei primi mesi di presidenza del marito, Melania ha ritardato più volte il trasferimento alla Casa Bianca per prendersi del tempo e rinegoziare il suo accordo prematrimoniale.

Un accordo prematrimoniale più vantaggioso

Ufficialmente, la First Lady sosteneva di aver posticipato il trasferimento alla Casa Bianca per consentire al figlio Barron, 10 anni, di terminare l’anno scolastico.

Secondo la giornalista Jordan, autrice del libro The art of her Deal: the untold story of Melania Trump, la realtà è ben diversa. Melania Knauss, 50 anni, ex modella slovena, prima di trasferirsi da New York alla Casa Bianca si è presa del tempo per aggiornare il contratto prematrimoniale e renderlo più vantaggioso. L’intenzione di Melania era quella di rinegoziare l’accordo prematrimoniale in modo da garantirsi maggiori tutele sull’eredità e assicurare al figlio Barron un posto nelle aziende di famiglia.

Tutto ciò avveniva in un momento molto complicato per la First Lady e per il marito Donald Trump. Il ritardo del trasferimento di Melania alla Casa Bianca aveva fatto emergere l’ipotesi di una separazione tra i 2, a cause delle innumerevoli notizie sulle presunte indiscrezioni e infedeltà di Trump. Molte persone vicine al neo presidente degli Stati Uniti, tra cui anche uno dei suoi 4 figli, chiedevano a Melania di recarsi il prima possibile alla Casa Bianca perché il suo effetto “calmante” sul marito era indispensabile in quei primi mesi di presidenza.

Lei è molto più simile a lui di quanto sembri

Il nuovissimo libro The art of her Deal: the untold story of Melania Trump, ossia L’arte di lei nel fare affari: la storia mai raccontata di Melania Trump è un chiaro riferimento all’autobiografia The Art of Deal, e cioè L’arte di fare affari, scritta da Donald Trump nel 1987. Per la stesura del volume, la giornalista del Whastington Post ha realizzato più di 100 interviste. Ha raccolto numerosissime testimonianze di persone che sono state a stretto contatto con Melania: dagli ex compagni di classe sloveni, all’ex governatore del New Jersey, Chris Christie.

Secondo l’autrice del testo, la First Lady ed il presidente Trump: “sono degli avidi creatori della propria storia“. Per tale motivo, Mary Jordan sostiene che l’hashtag #FreeMelania potrebbe anche non essere più utilizzato sul web in quanto l’ex modella slovena ha sempre sostenuto il marito nella sua carriera politica. “Lei è molto più simile a lui di quanto sembri” ha affermato Mary Jordan.

La First Lady sempre al fianco del marito

Il Washington Post ha riportato inoltre quanto scritto dall’autrice nel libro The Art of her Deal: “Ci sono molte prove del fatto che fin dall’inizio Melania non solo ha accettato e sostenuto le aspirazioni politiche di Trump, ma è stata anche un partner incoraggiante“.

Difatti, secondo quanto ha dichiarato Roger Stone, il mentore di Trump condannato a 40 mesi di carcere per il Russiagate, è stata proprio Melania a incoraggiare l’attuale presidente degli Stati Uniti a candidarsi. L’ex modella, rivolgendosi in più occasioni al marito, gli diceva: “Donald, smettila di parlare della candidatura alla presidenza e fallo. E se ti candidi, vincerai“.

Melania, il punto di riferimento di Trump

Per Donald Trump sua moglie è un importante punto di riferimento.

L’ex governatore del New Jersey, Chris Christie, ha rivelato che a seguito dei comizi in campagna elettorale, la prima persona che Trump telefonava era sempre sua moglie, con la quale si confrontava e commentava il comizio appena terminato. Christie ha affermato che la First Lady: “aveva sempre un commento da dargli, e credo che questo dica molto di quello che lui pensa di lei“. Ma non finisce qui. Melania ha esercitato una forte influenza sulle decisione del marito anche per la scelta di Mike Pence come vice, in quanto sosteneva che Pence: “si sarebbe accontentato del posto di numero 2“, diversamente da Christie e Newt Gingrich, gli altri possibili candidati.

Melania: la creazione di un mito

Mary Jordan, nel suo libro, parla anche di “creazione di un mito“. Secondo la giornalista, la Melania descritta dai media non rispecchierebbe la realtà. La First Lady ha dichiarato più volte di essersi laureata all’Università di Lubiana, in Slovenia, ma tale notizia non ha mai trovato un riscontro ufficiale. Inoltre, non ci sono prove che confermino le sue conoscenze linguistiche e le sue abilità di parlare correntemente 4 o 5 lingue. In merito a ciò, l’autrice del libro ha rivelato: “I fotografi e gli altri che hanno lavorato con lei nel corso degli anni,compresi quelli di madrelingua italiana, francese e tedesca, mi hanno detto che non l’hanno mai sentita usare più di qualche parola di quelle lingue“.

La giornalista del Washington Post è dell’idea che la creazione di questo “mito” sia stata possibile grazie al fatto che la First Lady ha rotto con il suo passato. “Vecchi amici sloveni hanno detto di non averla più sentita. Amici intimi dei suoi anni trascorsi a New York dicono che la stessa cosa è successa anche a loro” ha scritto Mary Jordan.

Verso le elezioni presidenziali americane

Dal ritratto di Melania Trump, delineato accuratamente dalla giornalista Mary Jordan, emerge una donna che ha sempre sostenuto il marito e che continuerà a farlo. Infatti, la First Lady spera in una rielezione di Donald. Secondo alcune testimonianze lo scorso marzo Lady Melania avrebbe dovuto partecipare ad un evento per la raccolta dei fondi per la campagna elettorale, in vista delle future elezioni presidenziali americane. Tale attività però è stato annullata a causa dell’emergenza Coronavirus.