donna vittima di violenza

È tornato in carcere Marco Manfrini, l’uomo accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di Eleonora Perraro. La 43enne era stata ritrovata senza vita la mattina del 6 settembre 2019 nel giardino di un bar di Nago, in provincia di Trento. Sul corpo gli investigatori avevano scoperto tracce di morsi, calci e pugni, che davano un’idea della grande violenza con cui l’assassinio si era accanito contro di lei. Unico indiziato il marito 50enne, Marco Manfrini, che potrebbe ora rischiare l’ergastolo.

Scarcerato durante l’emergenza Covid-19

Marco Manfrini aveva lasciato il carcere lo scorso aprile per i rischi di contagio da Covid-19 e si trovava attualmente agli arresti domiciliari.

Come riporta il Corriere del Trentino, la notizia della scarcerazione di Manfrini aveva creato non poche polemiche, sollevando anche l’indignazione da parte della famiglia di Eleonora Perraro. Le indagini dei mesi precedenti avevano infatti progressivamente aggravato la posizione dell’uomo: oltre ai tabulati telefonici di quella sera, che confermerebbero la sua presenza sul luogo del delitto, gli inquirenti avrebbero poi rilevato tracce del Dna di Eleonora Perraro sulla sua protesi dentaria. Particolare, questo, che sarebbe decisivo, perché identificherebbe in Manfrini il vero autore di quei morsi, rinvenuti su tutto il corpo della moglie.

Proprio ieri è arrivata la notizia del ritorno in carcere di Manfrini, in quanto non sarebbe più ravvisabile il rischio di contagio. La decisione è stata presa dalla giudice Consuelo Pasquale, accogliendo la richiesta dell’avvocato della famiglia Perraro.

Il marito rischia l’ergastolo

La violenza efferata che ha condotto alla morte di Eleonora Perraro è stata fonte di sofferenza per la famiglia e ha scatenato un dibattito sul possibile movente dell’uomo. In un’udienza degli scorsi giorni, che ha posto fine alle indagini, quattro periti hanno accertato che Manfrini sarebbe stato effettivamente capace di intendere e volere.

In caso di condanna tutto ciò si tradurrebbe in pene molto severe, che potrebbero anche arrivare fino all’ergastolo per Manfrini.

I familiari di Eleonora Perraro, intanto, si dicono soddisfatti e credono che il ritorno in carcere dell’uomo sia un primo risultato positivo: “La giustizia va perseguita perché esiste – hanno spiegato al Corriere del TrentinoTutte le donne che subiscono soprusi e violenze possono sperare e credere di avere un’opportunità”.

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