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Casi di peste bubbonica in Mongolia: è questa la notizia su cui l’Oms avrebbe avviato il monitoraggio dopo aver ricevuto una nota dalle autorità di Pechino, secondo cui la Cina avrebbe innalzato l’allerta. Sarebbero 3, come riporta l’agenzia di stampa cinese Xinhua, quelli confermati nel giro di una settimana: un cittadino della Mongolia settentrionale e due nella provincia di Khovd, nella stessa Regione autonoma.

Peste bubbonica: casi segnalati in Mongolia

Il primo dei casi di peste bubbonica segnalati in Mongolia, riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, riguarderebbe un uomo residente nella zona interna settentrionale.

Si tratterebbe di un paziente ricoverato in condizioni stabili in un ospedale di Urad Middle Banner, città di Bayannur, e della cui diagnosi sarebbe stata data conferma. Pochi giorni prima, la segnalazione di altri due casi nella provincia di Khovd.

Uno dei pazienti sarebbe un 15enne, che si sospetta contagiato dopo aver mangiato carne di marmotta. Dopo la diffusione della notizia, nella regione sarebbe scattata la quarantena per 34 persone, scrive il Mirror, ritenute in qualche modo collegate al caso e potenzialmente infette.

La situazione avrebbe spinto le autorità a elevare l’allarme fino al livello 3, per cui sarebbe scattato il divieto di caccia e consumo di animali potenzialmente veicolo di trasmissione (come i roditori, in particolare le marmotte) e i cittadini sarebbero stati invitati a denunciare casi sospetti e violazioni alle disposizioni.

L’allerta riguarderebbe anche la necessità di monitorare eventuali ritrovamenti di animali morti o malati che potrebbero diffondere il contagio. La peste bubbonica, nel Medioevo nota anche con il sinistro appellativo di “Morte nera”, è altamente contagiosa e potenzialmente letale, ma oggi può essere curata con dei comuni antibiotici.

Con il tempo ha fatto registrare sempre meno casi in Asia, ma è del tutto scomparsa.

Oms avvia il monitoraggio

L’Organizzazione mondiale della sanità, scrive Ansa, avrebbe avviato il monitoraggio della situazione dopo aver ricevuto informazioni da Pechino sull’allerta relativa ai casi della Mongolia.

Margaret Harris, portavoce Oms, avrebbe così commentato la situazione, come riporta Askanews: ” Al momento non riteniamo che ci sia un rischio elevato, ma stiamo monitorando attentamente la situazione, in collaborazione con le autorità cinesi e mongole”. La Cina avrebbe informato l’Oms il 6 luglio scorso.