Pedopornografia, mutilazioni, suicidi e violenze: un 15enne a capo della “chat degli orrori” di minorenni

Suicidi, mutilazioni su umani e animali, violenze di ogni genere e video pedopornografici. Questo e tanto altro il contenuto raccapricciante trovato in mano a 20 minorenni, denunciati dalla Polizia Postale. Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre a Lucca, dopo aver trovato sul cellulare del figlio 15enne immagini e video sconcertanti. Sarebbe lui la mente dietro la “chat degli orrori”. La scorsa settimana, a Torino è stata smantellata un’altra rete di pedofilia e pedopornografia online.

Denunciati 20 minorenni

Dall’indagine “Dangerous Images” (Immagini pericolose) della Polizia postale e delle Comunicazioni si è infine giunti alla denuncia in stato di libertà per 20 minorenni.

I giovani sono accusati dei reati di detenzione, divulgazione, cessione di materiale pedopornografico e istigazione a delinquere aggravata. Tutto è partito per merito di una madre lucchese, la quale ha richiesto l’aiuto della Postale dopo aver scoperto sullo smartphone del figlio 15enne diversi video pedopornografici e violenti. La Polizia, analizzando il telefono, ha scoperchiato il Vaso di Pandora, scoprendo così un grosso giro di materiale criminale fra minorenni.

Un 15enne a capo della “chat degli orrori”

Video, immagini, stickers: all’interno dello smartphone la Polizia ha trovato di tutto.

Inoltre, risalendo alla rete di contatti, ha scoperto che il 15enne lucchese fosse l’organizzatore della rinominata “chat degli orrori”. Attraverso programmi di messaggistica come WhatsApp e Telegram, il giovane scambiava il materiale incriminato con i coetanei. A rendere ancor più agghiacciante la scoperta anche un gran numero di file “gore”. Il termine viene dall’inglese e significa “incornare”. Si tratta di una nuova pratica del dark web, che prevede la condivisione di foto e video di suicidi, mutilazioni, squartamenti e decapitazioni, sia di persone che di animali.

Una rete criminale estesa a più Regioni

Le indagini, andate avanti per 5 mesi, hanno permesso alla Polizia di individuare 20 minorenni coinvolti. Il più grande dei partecipanti alla chat degli orrori ha solo 17 anni. Il più giovane appena 13. Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze ha quindi ritenuto necessario interrompere immediatamente le attività delittuose dei soggetti coinvolti. La Postale e il CNCPO (Centro Nazionale Contrasto alla Pedopornografia Online) hanno eseguito perquisizioni anche fuori dalla Regione Toscana.

Così, la rete criminale tocca diverse città italiane: Lucca, Pisa, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia, Ancona, Napoli, Milano, Pavia, Varese, Lecce, Roma, Potenza e Vicenza. Proseguono quindi le analisi su decine di smartphone e computer sequestrati, allo scopo di definire precisamente l’entità della diffusione dell’agghiacciante fenomeno.