L'incendi nella cattedrale di Nantes

La polizia di Nantes ha annunciato che c’è un fermo per l’incendio che ha coinvolto la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo causando la distruzione dell’organo settecentesco e del rosone. Per lo spegnimento delle fiamme sono stati coinvolti più di 100 vigili del fuoco che hanno riscontrato enormi difficoltà. Dal primo sopralluogo è immediatamente emersa la pista dolosa, a seguito del ritrovamento di tre inneschi.

Incendio di Nantes: c’è un fermo

Il procuratore della Republica Pierre Sennès ha annunciato nella mattinata di domenica che un uomo si trova al momento in stato di fermo, sospettato di essere l’autore dell’incendio della cattedrale.

Si tratta di un volontario della diocesi che aveva il compito di chiudere la cattedrale venerdì sera. L’uomo è un 39enne originari del Rwanda, il suo compito come volontario era quello di chiudere la cattadrale. Secondo quanto riferisce il quotidiano Presse Ocèan, al momento la polizia invita alla prudenza in quanto: “Tutte le interpretazioni che porteranno ad implicare quest’uomo negli eventi sono al momento premature e speculative”. Il sospetto nasce da alcune contraddizioni nel racconto dell’uomo, in tarda mattinata, al termine dell’interrogatorio, la polizia renderà noto se il fermo sarà prolungato.

Distrutti organo e rosone

L’incendio si è verificato a poco più di un anno di quello che ha distrutto la cattedrale di Nôtre-Dame. Stando alle testimonianze raccolte dalla polizia, l’allerta è scattata intorno alle 7.30 del mattino, quando alcuni passanti hanno visto le fiamme tagliare il rosone. Sul posto sono immediatamente accorsi i vigili del fuoco, che hanno riscontrato numerose difficoltà nelle operazioni di spegnimento.

I vigili del fuoco sono entrati nella cattedrale sfondando la porta di un’entrata laterale, concentrandosi nella zona più colpita, ovvero quella dove si trovava l’organo settecentesco.

Dopo circa due ore, l’incendio principale è stato domato e, terminate le operazioni di spegnimento, dal primo sopralluogo sono emersi i tre innesti che hanno sciolto i dubbi sulla matrice dolosa dell’incendio.

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