volante dei carabinieri

Si è concluso il primo capitolo giudiziario che coinvolge i genitori e la zia di un bambino di Arzachena, provincia di Sassari. Scoperta la scorsa estate, la “casa degli orrori” in cui veniva chiuso il ragazzino era teatro di una vera e propria tortura psicologica nei confronti del 12enne. Ora sono stati condannati, ma emergono nuovi agghiaccianti metodi “educativi” usati dai genitori.

12enne rinchiuso nella “casa degli orrori”

A far emergere i tremendi abusi era stato lo stesso 12enne, che era riuscito a chiamare il 112 con il telefono, senza sim, a disposizione.

La misura era colma, dopo i tanti soprusi: botte con spranghe di ferro, docce gelate, cibo scondito, ore chiuso al buio in camera senza materasso. Dopo le prime ricostruzioni e la confessione dei genitori del ragazzo, era stata arrestata anche la zia, ritenuta “la mente” dietro a quelle torture spacciate da consigli educativi.

Tra gli elementi emersi durante il processo, ci sono anche gli audio registrati che sono stati trovati in casa, con cui i genitori terrorizzavano il bambino.

Condannati i genitori che usavano la “voce del diavolo”

Nei giorni scorsi è arrivata la condanna per i genitori di Arzachena.

Inizialmente mandati ai domiciliari loro e in carcere la zia, ora sono stati condannati a 8 anni per sequestro e maltrattamenti nei confronti del minore. L’Unione Sarda, inoltre, ha riportato un agghiacciante passaggio delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Tempio.

I giudici hanno infatti valutato che fosse la voce del padre a torturare psicologicamente il bambino. Negli audio acquisiti al processo e ritrovati proprio sul suo cellulare, si sarebbe sentito infatti una “voce diabolica” dire: “Sono ancora qua, pensavi che me ne fossi andato?

No, finché tu proverai odio, rabbia, stizza, bugie io ti darò il tormento, forse proprio stanotte ti trascinerò nelle tenebre dell’inferno“.

Un passaggio, questo, che chiarisce meglio perchè i genitori e la zia siano state ritenute persone “prive del benché minimo senso morale e di umanità, spietate e senza scrupoli“.

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