testa di una bimba di spalle con i codini

Per la piccola e per i suoi genitori lui era il “nonno”, il vecchio buono e paziente di cui fidarsi sempre, e che si occupava della bimba quando i genitori non c’erano.

Invece, il 66enne vicino di casa di una famiglia residente in provincia di La Spezia si è rivelato un orco, che palpeggiava e violentava la piccola.

La piccola si fidava di lui, il “nonno” la palpeggiava

Le violenze si sono protratte dall’estate 2018 al febbraio 2019 e sarebbero avvenute nella casa in Val Magra.Lì, la piccola veniva affidata al vicino per brevi momenti della giornata, quando i genitori dovevano allontanarsi per qualche commissione, ad esempio.

La piccola, che non aveva neanche 10 anni all’epoca dei fatti, passava le giornate dal vicino 66enne quando i genitori non potevano stare con lei. Poi, un giorno, la madre si sarebbe accorta che nelle mutandine della figlia c’erano delle grosse macchie di sangue. A quanto pare la donna avrebbe chiesto alla figlia se avesse avuto un incidente o si fosse fatta male, e la piccola avrebbe detto, in quella circostanza, che era stato il “nonno” a farle del male, palpeggiandola e penetrandola probabilmente con le dita.

 

A quel punto sarebbe partita la denuncia.

La condanna

L’accusa ha rischiato una condanna a 9 anni per violenza sessuale su minore, invece la sentenza lo ha condannato un mese fa a 5 anni di reclusione, divieto di avvicinamento a luoghi frequentati da minori (scuole, oratori, centri estivi) ed a dare alla famiglia una somma di 30mila euro, oltre che a ripagare le spese legali.

Le indagini che hanno permesso di arrivare prima ad un’accusa e poi ad una sentenza sono state complesse, e sono costituite in un attento esame scientifico ed alla ricostruzione di un profilo psicologico, ed una perizia psichiatrica della bambina.

in un primissimo momento è stata studiata anche la posizione del padre della bambina, totalmente sollevato da qualsiasi sospetto.