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È morto Sergio Zavoli, uno degli uomini che ha “fatto” la televisione italiana. Aveva 96 anni ed è morto a Roma.

Zavoli verrà portato in camera ardente con ogni probabilità in Senato, dove potrà essere salutato, e la salma sarà tumulata a Rimini.

Sergio Zavoli, pilastro della fondazione della Rai

Zavoli è stato giornalista, radiocronista, direttore e Presidente Rai. In ognuno di questi ruoli si è distinto, raccontando e creando il mondo televisivo e giornalistico italiano, e lasciando una traccia. Come Presidente Rai, tra l’80 e l’86, visse una delle fasi più critiche ed al contempo adrenaliniche della storia delle reti nazionali: l’arrivo della tv privata e la fine del monopolio Rai.

Giornalista d’inchiesta e intellettuale

Suo è anche il merito di aver portato il giornalismo in tv, soprattutto quello d’inchiesta, con reportage indimenticabili.

In gioventù si è circondato di figure immense come quella di Federico Fellini, con cui aveva un rapporto fraterno e si sentiva quotidianamente.

Il ruolo in commissione di vigilanza Rai

Nel 2009 era diventato Presidente della Commissione di vigilanza Rai, ruolo che ricoprì con grande orgoglio ma che lo mise in difficoltà per via della sua indole accesa: Zavoli non era un mediatore e non faceva facilmente compromessi politici.

La carriera politica e le opere

Zavoli, nella sua vita, non aveva disdegnato la carriera politica entrando nei ranghi dei democratici di sinistra nel 1994. Di quegli anni sono anche alcune delle sue opere più importanti come Nostra Padrona Televisione, Dossier cancro, Ma quale giustizia? (Per la quale vinse il premio Cimitile). Nel 1981 aveva invece vinto il prestigioso Premio Bancarella con la sua prima opera, Socialista di Dio.

La drammatica rapina del 2012

Zavoli era stato, nel 2012, vittima di un drammatico episodio di rapina: alcuni malviventi erano infatti entrati nella sua villa a Monte Porzio Catone, avevano legato e picchiato il giornalista ed erano poi fuggiti con un bottino da 20mila euro circa,