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Il Coronavirus continua a far paura e non si può abbassare la guardia. L’aumento di casi registrati in Italia nel bollettino di ieri, 6 agosto, richiama una cornice di necessaria cautela davanti a una situazione che non può dirsi ancora risolta. In Sicilia l’indice di contagio più alto, secondo Ansa, ed è allerta sulla movida dopo il caso positivo di un giovane che avrebbe partecipato a una festa con oltre 1000 persone a Catania, dove si teme un nuovo focolaio. E per l’Europa si parla di seconda ondata.

Coronavirus: in Sicilia il più alto indice di contagio

Gli ultimi dati sulla diffusione del Coronavirus in Italia, riporta Ansa, descrivono un quadro di 12 Regioni con indice di contagio (Rt) sopra 1.

In testa la Sicilia (1.62), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (1.43), e da Provincia autonoma di Trento e Veneto (1.28), Campania (1.25), Toscana (1.2), Liguria (1.16), Marche (1.13), Puglia (1.1), Lazio (1.08), Lombardia (1.04), Emilia Romagna (1.01). Sarebbero 3 le Regioni con indice Rt 0: Basilicata, Calabria e Molise.

Giovane positivo dopo una festa con oltre 1000 persone

Ed è proprio dalla Sicilia che arriva la notizia, riportata da La Stampa, di un’allerta per un caso che avrebbe messo in allarme decine di persone.

Riguarderebbe un 17enne, indicato tra i partecipanti a una serata in spiaggia a Catania con oltre 1000 persone. Il ragazzo si sarebbe recato al Pronto soccorso il giorno seguente con alcuni sintomi e sarebbe risultato positivo al tampone. Si troverebbe in isolamento domiciliare con i familiari e sarebbero scattati i protocolli di ricostruzione della catena di contatti.

L’Asp avrebbe rintracciato una trentina di persone tra questi, e anche per loro sarebbe scattata la quarantena.

La paura di un focolaio sarebbe alta in una città in cui, secondo i dati del 6 agosto, si sarebbe registrato il più alto numero di casi della regione. Su 30 nuovi positivi, quasi la metà si troverebbero a Catania.

La situazione in Europa

I campanelli d’allarme per una seconda ondata in Europa sarebbero già scattati, dopo gli oltre 4mila nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore tra Germania, Francia e Spagna.

Su scala internazionale, l’epidemia sembra non conoscere un significativo arresto e in molte nazioni la preoccupazione sale.

E anche in Belgio si respirerebbe aia di forte apprensione per una escalation di infezioni che non sarebbe definita “un piccolo aumento”. Secondo quanto riportato dall’Ansa, si parlerebbe di seconda ondata in atto: “Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve. Tuttavia questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche: le misure messe in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare“, queste le parole di Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico nazionale.

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