Brasile, dipendente muore d'infarto nel supermercato: azienda copre il cadavere per non cessare l'attività

Chissà cos’avranno pensato i clienti del supermercato vedendo una corsia bloccata da ombrelli e scatole di cartone, scoprendo poi che lì sotto si celava un cadavere. Accade in Brasile, in uno store Carrefour di Recife. Uno dei dipendenti del supermercato ha avuto un malore durante il servizio, morendo tra gli scaffali. L’azienda però non l’ha ritenuto un motivo sufficiente per cessare l’attività e si è limitata a nascondere alla bell’e meglio il suo corpo. Il nodo è però venuto al pettine e su Twitter è esplosa l’inevitabile polemica. Le scuse dell’azienda, a quel punto, non erano più rimandabili.

Un anno fa, un incidente molto simile si era verificato in Piemonte.

Infarto in corsia

L’incidente risale allo scorso 14 agosto, nello stato nordorientale di Recife, Brasile. La vittima si chiamava Moisés Santos, aveva 59 anni. Santos, direttore delle vendite del Carrefour store dove si è consumata la tragedia, ha avuto un infarto mentre lavorava. Stando a quanto dichiarato in seguito dall’azienda tramite una nota ufficiale, Santos sarebbe deceduto subito, nonostante i primi immediati soccorsi. A quel punto però, invece di sospendere le attività, il suo corpo è stato semplicemente coperto con ombrelli e scatole di cartone, mentre i clienti ignari di tutto hanno continuato a fare la spesa per il resto della giornata.

Carrefour costretta a scusarsi

La verità è tuttavia venuta a galla nei giorni successivi, grazie alla potenza dei social network. Su Twitter, la foto è divenuta virale ed è stata ripresa da tutte le testate internazionali. Carrefour ha quindi ricevuto una pioggia di critiche sul web che ha costretto l’azienda a correre ai ripari. Mercoledì 19 agosto sono arrivate le scuse ufficiali.

Carrefour si scusa per l’inadeguata gestione della triste e inaspettata morte di Moisés Santos”, si legge in una nota. “La compagnia ha commesso un errore nel non chiudere immediatamente lo store dopo quanto successo, così come nel non trovare un modo appropriato per tutelare il suo corpo”.