Pavia, 38 cani di razza Breton segregati e tenuti in pessime condizioni igieniche dalla padrona 60enne

Nelle campagne di Marcignago (Pavia), l’Ats di Pavia ha fatto una scoperta raccapricciante. Una 60enne, vedova da pochi mesi e nota al Comune per i suoi problemi di salute, ha tenuto ben 38 cani sottochiave, al buio, sporchi e denutriti, nella sua abitazione. Fortunatamente, ora gli animali sono stati liberati dalla loro prigionia, riporta La Provincia Pavese, che per prima ha dato la notizia. Lo scorso dicembre un’altra sconcertante storia di maltrattamenti sui cani arrivava dalla zona di Verona.

Sporchi, denutriti e malati

Sono 38 e quasi tutti di razza Breton.

Alcuni avrebbero vissuto in queste precarie condizioni, nella sporcizia e denutriti, per almeno 3 anni. Nel corso del tempo la signora di Marcignago avrebbe accumulato gli animali all’interno della sua villa, dove teneva i poveri cani in condizioni disumane. I tecnici dell’Ats sono intervenuti mercoledì 26 agosto per salvare i 38 innocenti, che ora sono in cura presso L’Ente Nazionale Protezione Animali di Pavia. Il presidente dell’Enpa Pavia, Mario Pulvirenti, ha dichiarato a La Provincia Pavese: “Nella stanza dove vivevano mangiavano e facevano i bisogni, infatti sono tutti pieni di dermatite perché dormivano sulle loro stesse feci e urine.

Inoltre, non essendo sterilizzati, si sono riprodotti tra di loro e hanno fatto dei cuccioli. Infatti, l’Ats pensava di trovare 22 cani mentre alla fine erano 38, quasi il doppio”.

Non sono abituati alla luce del sole

Al momento i poveri animali si trovano nel canile gestito dalla sede pavese dell’Enpa, a San Genesio. Hanno ricevuto tutti le prime cure, ma ci vorrà del tempo prima che si riprendano completamente dopo mesi e anni di malnutrizione e maltrattamenti. “I nostri educatori stanno iniziando a lavorare con loro per valutarli e capire se potranno essere adottati”, prosegue il presidente Pulvirenti.

Adesso dovranno stare in quarantena, per salvaguardare gli altri 180 cani della struttura, ma avranno una loro area di sgambamento. Sarà necessario anche rieducarli: quando li abbiamo messi nelle gabbie aperte, infatti, all’inizio tenevano chiusi gli occhi perché, vivendo in questi anni perennemente al buio, non erano abituati alla luce del sole”.

Un altro intervento già 4 anni fa

Il presidente Pulvirenti ha infine espresso il suo ringraziamento a tutti i volontari che hanno partecipato al salvataggio e che oggi sono impegnati nelle cure dei 38 cani.

In seguito, è arrivato anche il commento del sindaco Lorenzo Barbieri. “Già 4 anni fa eravamo intervenuti per portare via altri animali e sinceramente non pensavamo che la situazione tornasse così. Adesso ci impegneremo, anche con i servizi sociali, per dare una mano a questa signora nella pulizia della casa. Nel frattempo, aiuteremo l’Enpa per favorire l’adozione dei cani. Se non verranno adottati, infatti, le spese di gestione saranno a carico del Comune e, visto il numero, saranno notevoli”. Nella speranza che queste innocenti creature possano presto tornare in salute e trovare una casa accogliente.