alce

Talvolta anche la natura si ribella, talvolta l’essere umano si spoglia del suo significato per acquisire le sfumature dell’accezione più oscura della mera bestialità. Fa riflettere quanto accaduto nell’Oregon, negli Stati Uniti, dove l’uomo pensava di aver sopraffatto con la violenza e il raziocinio l’animale. L’alce però, creduto ingenuamente sconfitto e morto, ha atteso per ore il suo presunto e glorioso assassino e lì dove l’abisso tra umanità e bestialità li divide, lo ha colpito.

Il cacciatore colpisce l’alce e lo crede morto

I fatti: Mark David ha 66 anni, come è solito fare si dirige nei boschi della contea di Tillamook, sempre in Oregon.

Proprio in questo periodo, stagione di caccia sino alla fine di settembre, di alci per i boschi americani ve ne sono parecchi ed è nota la loro aggressività in questo periodo dovuta alla “stagione dell’amore”, che li rende più irrequieti e combattivi rispetto agli altri mesi dell’anno. Tronfio e glorioso, il 66enne con la passione per la caccia credeva di aver ucciso quell’alce contro il quale aveva scoccato la freccia. Pochi secondi, una buona mira e il raziocinio: il mix giusto che credeva potesse essere letale per l’alce, caduto a terra davanti ai suoi occhi a metri e metri di distanza nel bosco.

La vendetta dell’animale: la ribellione della natura

Non riuscendo nell’immediato ad avventarsi sul suo bottino, la decisione di Mark David di lasciar trascorrere qualche ora prima di tornare nel bosco dell’Oregon a recuperare la carcassa, il suo macabro trofeo. Qui però, l’errore di giudizio e la rivincita della natura sulla bestialità umana: l’alce, abbattuto ma non ucciso, ancora vivo e con la freccia della ragione conficcata nel collo, lo attendeva, sapeva perfettamente che il cacciatore sarebbe tornato a festeggiare sul suo cadavere.

Il 66enne non avrebbe mai potuto immaginare, in questo più ingenuo e meno arguto dell’animale sul quale pensava di poter prevalere, che proprio l’alce lo avrebbe atteso nei boschi, pronto a rendergli indietro la brutalità. Animale contro animale sebbene le accezioni, nuovamente, facciano la differenza. Non ha avuto scampo il 66enne di fronte alla carica dell’alce che con le corna lo ha colpito e ucciso, lasciandolo a terra come era stato fatto a lui ma questa volta senza alcuna speranza.

Il vero animale chi è?

Una vicenda terribile in cui a rimetterci la vita è stato il 66enne, motivo stesso del suo essere tragicamente “notizia”. Senza tragicità, se a morire fosse stato l’alce, la notizia non sarebbe sussistita, nessuno ne discuterebbe, la vittoria dell’uomo sulla vita animale sarebbe passata in sordina, scontata, drammatica quanto mai naturale. La domanda, quanto mai metaforica, suvvien da sola: di fronte a tutto questo, il vero animale, ancora una volta, chi é?