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Col primo giorno di Settembre l’Italia entra nell’ottavo mese di emergenza Coronavirus nel Paese. L’andamento della pandemia ha permesso di riaprire attività, esercizi commerciali e spostamenti tra Regioni e Paesi stranieri, ma ogni giorno c’è attenzione per i numeri del bollettino. Oggi, 1 settembre, sono calati i nuovi casi di contagio, ma c’è apprensione per le terapie intensive.

Coronavirus, +978 casi e altri 8 morti

Dopo il preoccupante aumento di casi vissuto nelle ultime settimane, quando i nuovi contagi hanno raggiunto una quota vicino a 1.500 casi giornalieri in più, l’Italia sembra poter tirare un poco il fiato.

Dai numeri della pandemia delle ultime 24h, emerge infatti che sono 978 i nuovi positivi al virus, solo 18 in meno rispetto alla giornata di ieri. A consolare, però, è il dato sui tamponi che è tornato a salire: 81.050 quelli effettuati oggi, ieri erano stati 23mila in meno.

Nelle ultime 24h si sono registrati altri 8 decessi legati al Coronavirus. Un numero sempre alto, trattandosi di vittime, ma stabile sotto la decina di unità da parecchio tempo. Il totale dei morti sale a 35.491.

Aumentano i ricoveri in terapia intensiva

Su tutti, il dato da tenere particolarmente d’occhio è quello relativo al carico sugli ospedali e le terapie intensive, che a marzo hanno rischiato di collassare. Da ieri, si contano +13 ricoveri in terapia intensiva e +92 sono quelli ordinari. Tornano così a 107 il totale dei pazienti più gravi e 1.380 quelli con sintomi lievi; in tutto è “solo” il 5,55% dei malati a richiedere cure ospedaliere.

Il bollettino del 01 settembre 2020 sull'emergenza Coronavirus
Il bollettino del 01 settembre 2020 sull’emergenza Coronavirus

Oggi ripartono le scuole

Il 1 settembre è una data fondamentale anche per capire che sarà dell’inizio dell’anno scolastico.

Molti gli istituti scolastici che hanno riaperto le porte, per iniziare i corsi di recupero per i debiti scolastici.

Oggi, il Ministro Azzolina ha scritto una lettera aperta al personale scolastico, ricordando che “stiamo per scrivere, insieme, un capitolo nuove determinante nella storia della nostra scuola“. La stessa, ha poi ribadito che “Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi“.

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