Primo piano del Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina

Manca poco al ritorno in classe per migliaia di insegnanti e studenti italiani, e il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, si rivolge al personale scolastico con una lettera. Un lungo messaggio che arriva nel pieno della polemica incandescente sui protocolli di sicurezza per gestire il rientro a scuola nel contesto dell’emergenza Coronavirus.

Ministro Azzolina, lettera al personale della scuola

L’annunciato ritorno in classe a settembre è ormai prossimo a concretizzarsi, e alla vigilia della prima campanella il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, si rivolge a docenti e presidi con una lunga lettera. Un messaggio rivolto al personale scolastico in cui si snocciolano alcune delle grandi tematiche sul tavolo di questi mesi di rovente dibattito sul rientro di insegnanti e studenti, a cui Azzolina risponde con uno “stop alle insinuazioni“.

Mentre gli istituti di tutta Italia si preparano ad avviare il nuovo anno nel segno delle linee guida stabilite dal Governo, e le aule iniziano a ripopolarsi con i corsi di recupero all’alba dell’inizio ufficiale della didattica ordinaria, il ministro interviene con un appello a chi affronterà la sfida del ritorno alla normalità tra i banchi.

Quello che stiamo per vivere è un inizio davvero particolare: tutti Voi, Docenti, Dirigenti, Personale ATA, siete ben consapevoli del fatto che stiamo per scrivere, insieme, un capitolo nuovo e determinante nella storia della nostra scuola“.

Post del ministro Lucia Azzolina
Post del ministro Lucia Azzolina – Fonte: Facebook/Lucia Azzolina

Lavoriamo tutti insieme – prosegue in uno dei passaggi del suo messaggio – e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente. Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi.

Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle“.

Alle scuole 2,4 milioni di banchi monoposto

Archiviati gli indugi dei mesi più crudi della pandemia, quando tutto era ancora troppo fluido per dare una data certa alla riapertura delle scuole, il ministro ha difeso le scelte del suo dicastero e quelle del Governo ricordando agli italiani il percorso intrapreso in ottica sicurezza.

Daremo alle scuole 2,4 milioni di banchi nuovi monoposto“, ha sottolineato rimarcando l’orientamento sul rientro nel rispetto del distanziamento interpersonale.

Respingeremo sempre con forza – si legge nella lettera – le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora. Come quelle che danno già per certa una fuga ipotetica di insegnanti dalle classi. O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Traduzioni semplicistiche che rischiano di fare danno al sistema. Dimostriamo ancora una volta che il corpo dei docenti è sano. Composto da insegnanti che ci credono“.

No alle classi “pollaio”

Azzolina parla inoltre di quella che è la questione delle classi “pollaio”, descrivendo il no al sovraffollamento in classe come “una battaglia da portare avanti su tutte“.

Abbiamo cominciato a intervenire sul provvedimento che ha dato loro origine: il Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81. Già oggi possiamo derogarvi, per l’emergenza, abbassando il numero di alunni per classe. Porteremo avanti questo percorso“.

Approfondisci

Matteo Salvini contro le mascherine a scuola e il ministro Azzolina

Il Coronavirus cambia l’esame di Maturità: i punti del decreto